Covid, Monopoli perde Egea, l’infermiera delle punture che girava in 500

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Era ricoverata dal 3 marzo all’ospedale di Putignano. A Link il ricordo del figlio, il dottor Bartolo Allegrini. 

Aveva 81 anni Egea e a Monopoli la conoscevano tutti. Da quando aveva 13 anni, nel 1952, ha iniziato a fare l’infermiera e da allora si è fermata solo qualche anno fa.

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Egea con i nipoti

E’ morta oggi all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano, dove era ricoverata per Covid dal 3 marzo scorso. Trentacinque giorni di ricovero, fino a questa mattina, quando la situazione è precipitata, spiega a Link il figlio, il dottor Bartolo Allegrini, che anche lui sulla sua pelle ha vissuto pesantemente il Covid e sa cosa vuol dire.

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Prima di contrarre il virus, la signora Detommaso (questo il suo cognome) stava bene e la domenica continuava a viziare figli e nipoti con le sue prelibatezze e le sue polpette. “Ciao Bartolo, oggi le preparo, le vuoi? Passale a prendere”, diceva. E lui ci andava.

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Igea con i suoi parenti

Era poco più che una bambina a 13 anni, quando iniziò a lavorare con i medici Manghisi. “Si imparava sul campo allora”, ricorda Bartolo, che da lei, dalla mamma, ha preso l’amore per la sua professione, la dedizione verso i pazienti e il rispetto per loro.

Faceva punture Egea, ma anche toglieva i punti e curava il dispensario della tubercolosi. “Con il Covid le è sembrato di rivivere un po’ quegli anni, quando bisognava disinfettare tutto”. Con il passare del tempo, ricorda ancora il figlio, ha lavorato con molti altri dottori di Monopoli: Fumarola, Cotugno, Sbiroli, Sorino… “La chiamavano e andava con loro per fare qualche puntura”.

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Egea il giorno del suo compleanno il 13 luglio

Ha svolto la sua attività per più di 60 anni: è entrata in tutte le case. Usciva dalla sua e con la 500 bianca si spostava dove serviva il suo aiuto. Non c’erano giorni di festa, ricorda il dottor Allegrini, anche a Natale lavorava. “Qualche volta – continua il figlio – capitava che andassi anche io con lei”. Sarà per questo che poi ha deciso di intraprendere un cammino simile a quello della sua mamma. “Quando ho lavorato come medico dell’Ant – continua Allegrini – entravo anche io nelle case. E tutti mi chiedevano: “Sei il figlio di Egea?”.

Ed era veramente il figlio di Egea, di quella donna forte, classe 1939, che nel nome aveva scritto il suo destino professionale. Igea, che figura anche nel giuramento di Ippocrate dei medici, è il nome della Dea della salute e dell’igiene. Sabato mattina alle 10,30 una messa in suo suffragio a Regina Pacis.