Cucina internazionale e radici pugliesi: il ritorno a Monopoli dello chef Ungaro

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Dopo oltre 10 anni trascorsi anche all’estero lavorando in ristoranti stellati, il giovane chef torna in Puglia con il suo “Radimare”.

Un viaggio di ritorno nella propria Puglia, a Monopoli. E’ la storia di un percorso che prima da questa terra ti porta in giro tra ristoranti stellati internazionali e poi ti riaccompagna a casa. Così ha fatto il giovane chef Domenico Ungaro, classe ’86, che dopo oltre un decennio altrove ha fatto le valigie ed è tornato dove ha le sue radici.

Non a caso, ha dato al suo ristorante un nome che porta con sè queste radici e il mare. “Radimare”, il nome del suo locale, inaugurato di recente in via Beato Pier Giorgio Frassati, 5.

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La storia di Ungaro tra i fornelli è cominciata molti anni fa quando ha mosso i primi passi nel ristorante stellato La Stüa de Michil nell’Hotel la Perla, per poi farsi le ossa nella scuola di Gualtiero Marchesi, con cui ha lavorato a stretto contatto per tre anni nel suo“Hostaria dell’orso” nel 2005 a Roma.
Poi il lavoro nel ristorante stellato Villa Fiordaliso sul lago di Garda, nella brigata dello chef allora giovanissimo Riccardo Camanini, oggi di fama internazionale. Poi ancora la Spagna, prima a Madrid da Paco Roncero nel suo ristorante stellato “La terrazza del Casino” all’ultimo piano del Casino di Madrid e dopo, nel 2010 a Barcellona, secondo chef del ristorante Moo di cucina mediterranea, dello chef Joan Roca.
Poi ancora è la volta del ristorante stellato Alkimia a Barcelona con lo chef Jordi Vilá, uno dei cuochi più interessanti sulla scena spagnola. Gli ultimi cinque anni della sua esperienza spagnola, vedono Ungaro totalmente immerso in un ruolo che ricopre molteplici responsabilità come al Mont Bar a Barcellona: non solo chef ma anche alla guida di tutto il segmento creativo.

DSC0344Ad un certo punto però arrivano la nostalgia, il richiamo forte della Puglia e nuove ispirazioni. Così la decisione di tornare e di aprire il suo ristorante, intimo, con 30 posti a sedere e con piatti che portano tra i sapori l’esperienza dello chef e la tradizione pugliese, come il risotto con pesto alle cime di rapa, cozze e pomodorini confit o la “Scarpetta dolce”, con mollica di mandorle con salsa alla vaniglia e al caramello salato. Si ricomincia, si riparte da qui, con un bagaglio importante alle spalle, in questo nuovo viaggio di sapori che ha allo stesso tempo un’impronta internazionale e uno spirito locale.