“Dalla pineta al cemento. Ci dicono che tutto è stato fatto per noi, ma non ‘riqualificate’ più niente”

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“Si sta costruendo un utilissimo parcheggio per auto, una stupenda struttura in cemento armato, un viale adibito a sgambettamento cani, una rete interrata di cavi elettrici. Numerosi serbatoi in cemento sono stati interrati”, scrive ironicamente Albenzio a proposito della pineta tra via Grandi e via Ariosto.

C’era una volta una pineta tra via Achille Grandi e via Ludovico Ariosto qui a Monopoli. Era lì da 30 anni e i circa 170 alberi di Pino, alti e schietti, giganti giovinetti presenti e di grande fusto, crescevano silenziosi, con le loro folte chiome, ossigenavano e mitigavano il clima dell’intero quartiere e le loro ombre odorate offrivano sollievo alla calura delle nostre estati sempre più roventi.

Un giorno dello scorso mese di febbraio, l’intera area che ospitava questi meravigliosi guardiani della nostra comunità, è stata cantierizzata, in quanto si è deciso di “riqualificarla” abbattendone 23 di essi e potando in maniera drastica e scellerata, i rimanenti 150 circa, privandoli in modo irreversibile dei loro grandi rami che mai più sarebbero rinati e ritornati a compiere la loro essenziale funzione vitale atta a migliorare la vivibilità della zona, la salute dei residenti e di tutti gli altri passanti che transitando per quelle vie, potevano godere della loro bellezza, respirarne gli odori e l’ossigeno da questi rilasciato.

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Si sta costruendo un utilissimo parcheggio per auto, una stupenda struttura in cemento armato, un viale adibito a sgambettamento cani, una rete interrata di cavi elettrici che ha troncato di netto, con il loro passaggio, tutte le radici dei maestosi Pini minandone la stabilità e il loro nutrimento. Numerosi serbatoi in cemento sono stati interrati.

progetto pineta 4.7.22IMG 2560Ma ci dicono che cos la pineta tra via Achille Grandi e via Ludovico Ariosto è stata “riqualificata” e tutti noi cittadini Monopolitani, saremo per sempre grati agli autori di questa “riqualificazione” che darà lustro alla nostra stupenda città, ne migliorerà la vivibilità, abbasserà la temperatura media del quartiere, con il calore rilasciato dall’asfalto del parcheggio e le emissioni inquinanti delle auto che vi transiteranno alla forsennata ricerca di un improbabile ricovero, riscalderanno e inonderanno i nostri polmoni di benefici vapori balsamici.

Tutto è stato fatto per noi. Chapeau.

Con l’auspicio che non si preoccupino più di “riqualificare” un’altra delle pochissime aree  verdi presenti in città. Avvertiremmo un imbarazzante debito di riconoscenza.

Mino Albenzio