Deleonibus: “Se con gli sforamenti esistenti dobbiamo sentirci dire che l’aria cittadina è salubre stiamo messi male”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ingegnere Giuseppe Deleonibus, dopo il comunicato stampa sulla qualità dell’aria diffuso ieri dal Comune di Monopoli. 

Se in 10 mesi ci sono stati:
• 52 sforamenti del valore limite del PM10 a fronte dei 35 all’anno ammessi dalla normativa vigente (D. Lgs. 155/2020 e ss.mm.ii.);’
• sforamenti della concentrazione media dei dati validi di PM10 (con superamento del valore limite annuale per la protezione della salute umana);
• 28 superamenti del valore bersaglio per l’ozono (O3) a fronte dei 25 all’anno ammessi come media su 3 anni;
• sforamenti del valore limite dell’acido solfidrico o idrogeno solforato in alcuni giorni di campionamento;
e per di più non sono state effettuate indagini olfattometriche relative agli episodi di disagio odorigeno per “inagibilità” (dovuta alla pandemia in corso) del Laboratorio Olfattometrico
e dobbiamo sentirci dire che l’aria cittadina è salubre e qualitativamente migliore o addirittura nettamente migliorata (rispetto non si sa a quali dati e periodi visto che ARPA ad oggi non ha mai generato un confronto di valori), allora stiamo proprio messi male.
Nella relazione di ARPA Puglia nulla si dice relativamente all’andamento nel tempo, nelle stagioni e nelle diverse condizioni meteorologiche della concentrazione delle componenti del particolato che permetterebbe di comprendere meglio le dinamiche legate alla formazione e alla diffusione del particolato e di stimare il peso delle diverse sorgenti.
L’ARPA Puglia con i dati raccolti non ha neppure eseguito uno studio di source apportionment – cioè di stima delle sorgenti che partecipano alla formazione del PM e in che misura – tramite l’utilizzo di modelli matematici o di concentrazioni di specifici marker, che sono sostanze caratteristiche di determinate sorgenti.
Un’elaborazione ambiziosa avrebbe potuto prevedere, ad esempio per il particolato, un sistema integrato di data fusion dei dati satellitari, dati delle centraline di monitoraggio e dati territoriali.
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Va ricordato il recente statement congiunto dell’European Respiratory Society e della American Respiratory Society chiarisce l’ampio spettro degli effetti avversi dell’inquinamento, anche su patologie “nuove” come le malattie neurologiche e metaboliche in precedenza non studiate (Thurtson et al, ERJ 2017).
Dall’analisi dettagliata delle relazioni di ARPA Puglia e da quanto emerso durante la Commissione consiliare emerge la tradizionale mancanza di integrazione tra i diversi livelli amministrativi e dalla tendenza ancora prevalente ad adottare misure decise sulla base dell’emergenza, nonostante la risoluzione dei problemi legati alla qualità dell’aria richieda una programmazione.
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P.S. Ad oggi nè il Comune di Monopoli nè alcun altro Ente ha proceduto alla redazione di una mappatura delle industrie insalubri e delle lavorazioni emissive o potenzialmente tali, per cui tutti i monitoraggi che si prefiggono la ricerca delle fonti inquinanti sono da ritenersi praticamente inutili e privi di fondamento scientifico.
Ing. Giuseppe Deleonibus
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