Emergenza blatte a Monopoli, il Pd: “Non basta dire di chiamare l’Acquedotto. Serve un piano comunale di gestione”

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ph. di archivio.
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“La deblattizzazione tradizionale (qualche intervento periodico con insetticidi) da sola raramente risolve il problema”,scrive il Partito Democratico in una nota alla stampa. 

Visto che l’Amministrazione Comunale non vuole fare i compiti a casa, li abbiamo fatti noi per loro. No, non
basta dire ai cittadini di chiamare l’Acquedotto Pugliese. Ecco cosa può fare un Comune nel 2026 per
arginare il problema delle blatte.
La letteratura scientifica e le esperienze dei comuni più efficaci mostrano che la deblattizzazione tradizionale
(qualche intervento periodico con insetticidi) da sola raramente risolve il problema. Oggi si parla soprattutto
di Integrated Pest Management (IPM), cioè gestione integrata degli infestanti.

Alcuni degli interventi più efficaci adottati dalle amministrazioni comunali sono:
1. Mappatura e monitoraggio continuo
Il caso di Madrid è spesso citato: il Comune ha sviluppato un sistema di monitoraggio delle segnalazioni dei
cittadini e delle infestazioni nella rete fognaria, utilizzando anche sistemi GIS (mappe digitali) per
individuare i punti critici e intervenire in modo mirato.
In pratica non si aspetta che l’infestazione esploda: si controllano periodicamente tombini, caditoie, pozzetti
e zone sensibili.
2. Trattamento sistematico delle fognature
Le blatte americane (Periplaneta americana), molto diffuse nel Sud Italia, vivono soprattutto nelle reti
fognarie. Numerosi studi mostrano che il controllo delle sole strade è insufficiente se non si interviene
direttamente nei collettori, nei tombini e nelle caditoie.
I comuni più organizzati effettuano:
* trattamenti ciclici nelle fognature;
* esche in gel nei pozzetti;
* interventi prima dei picchi estivi;
* monitoraggio dell’efficacia dopo ogni ciclo.
3. Coordinamento tra enti
Un problema tipico è che la competenza è frammentata: fognatura nera, fognatura bianca, igiene urbana e
aree private dipendono spesso da soggetti diversi.
Per esempio, a Bari sono state emanate ordinanze che prevedono il coordinamento tra Comune, gestore della
rete fognaria e azienda di igiene urbana, oltre a prescrizioni per condomìni e proprietà private.
4. Coinvolgimento obbligatorio dei condomìni
Molti comuni hanno scoperto che trattare solo gli spazi pubblici produce risultati limitati.
A Foggia, ad esempio, le ordinanze richiedono interventi anche nei pozzetti condominiali, nelle fosse settiche
e nelle reti private, perché le blatte si spostano continuamente tra rete pubblica e privata.
– Riduzione delle condizioni favorevoli
Gli studi sull’IPM mostrano che sigillare fessure, eliminare ristagni d’acqua, migliorare la pulizia urbana e
ridurre le fonti alimentari può essere più efficace, nel medio periodo, di aumentare semplicemente la quantità
di insetticida utilizzata.
– Trappole e monitoraggio scientifico
Le amministrazioni più avanzate installano punti di monitoraggio permanenti per misurare l’andamento delle
infestazioni e valutare se gli interventi funzionano davvero. Questo evita di spendere risorse in trattamenti “a
calendario” che magari non incidono sui focolai.
Nelle città costiere del Mezzogiorno, come ad esempio Monopoli, il problema è aggravato da:
* temperature sempre più elevate;
* umidità;
* reti fognarie datate;
* forte presenza di attività di ristorazione e turismo;
* aumento della specie americana, particolarmente resistente.
Per questo motivo, una politica moderna non dovrebbe limitarsi a “fare la deblattizzazione”, ma pubblicare
un vero Piano Comunale di Gestione delle Blatte, con:
1. mappatura delle infestazioni;
2. calendario pubblico degli interventi;
3. monitoraggio dei risultati;
4. coinvolgimento di condomìni e attività commerciali;
5. report periodici consultabili dai cittadini.
Questo tipo di approccio è quello che emerge sia dalle esperienze municipali più avanzate sia dalla ricerca
scientifica come il metodo più efficace e sostenibile.
Per un intervento di politica DAVVERO al servizio dei cittadini, degli imprenditori e dei turisti, il punto
centrale è proprio questo: non limitarsi a più deblattizzazioni, ma intraprendere una strategia permanente e
misurabile e risolutiva, con dati pubblici e responsabilità chiare.
Caro Sindaco, cari Assessori, oltre gli spot e le bandiere blu c’è di più.
(Chissà cosa penserebbe Carlo V!)

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Pd Monopoli