Exploit del Pd Indiveri, votato più dalla maggioranza che dai suoi

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Il centrosinistra non è riuscito a fare sintesi sul nome di Indiveri. I ringraziamenti del consigliere ai vertici di partito e a chi l’ha sostenuto.  

Un importante traguardo quello raggiunto alle elezioni per il consiglio metropolitano dal consigliere comunale dem Feliciano Indiveri. E’ risultato infatti il quarto più suffragato con 5.851 voti. Ieri pomeriggio conferenza stampa nella sede del Partito Democratico cittadino per commentare questo dato, che pone Indiveri ad un soffio dal terzo, il consigliere molfettese Dario De Robertis (che ha ottenuto 8.563 voti).  “Praticamente una virgola – ha rimarcato Indiveri -, perché si tratta di un ottavo del voto ponderato di un Comune di terza fascia”. Dunque un esito, quello di domenica scorsa, talmente significativo da lasciare ben sperare il neo eletto, ed il suo gruppo politico, circa l’affidamento di una delega da parte del sindaco metropolitano, Antonio De Caro.
Presenti al tavolo anche il segretario del Pd-Monopoli Paolo Comes ed il consigliere Claudio Licci (Monopoli Civica), sottoscrittore e sostenitore della candidatura di Indiveri. Candidatura che, tuttavia, in città ha ottenuto maggior supporto dagli esponenti dalla maggioranza di centrodestra che dalla coalizione di centrosinistra, di cui lo stesso Indiveri fa parte. Una situazione figlia dello storico “tallone d’Achille” del centrosinistra, ossia la difficoltà nel fare sintesi, e, proprio per questo, la cosa non ha sorpreso più di tanto. “Quella di Indiveri è stata una candidatura importante – ha commentato il segretario Comes -, e lo sarebbe stata ancor di più se il centrosinistra fosse stato compatto; ma speriamo che questa unità possa concretizzarsi a partire da questo momento, attorno alla figura di Feliciano”.

Immancabili i ringraziamenti del neo consigliere metropolitano ai quei colleghi che hanno deciso di sostenerlo e, prima ancora, ai vertici del partito, che lo hanno spronato a scendere in campo, appianando le iniziali perplessità inerenti l’inedito ruolo e lavorando per la sua elezione, portandolo oggi ad essere l’unica espressione della corrente di Emiliano all’interno del consesso della Città Metropolitana di Bari. Nessun rancore nei confronti dei consiglieri monopolitani di opposizione che hanno indicato altri nominativi sulla scheda. “Mi ero confrontato con loro prima che con tutti gli altri e su alcuni punti eravamo anche d’accordo – ha detto Indiveri a tal proposito -. Sembrava che questo potesse portare alla sottoscrizione della mia candidatura, connotandola fortemente sotto il profilo politico, però questo non è avvenuto”. Nonostante tutto, il neo consigliere metropolitano ha specificato che i rapporti con gli esponenti dell’opposizione “erano e restano molto buoni” e che con loro adesso intende “capire come costruire il futuro”. “Entrambe le coalizioni hanno i loro problemi – ha poi affermato Licci -. Sono contento che Feliciano abbia stravinto, ma mi spiace che non si sia trovato un accordo sul suo nome, anche perché siamo sempre stati uniti sui temi e nelle battaglie; comunque c’è sempre tempo per recuperare”.
Sul supporto da parte della maggioranza cittadina, invece, nessun “Patto d’acciaio” alla base, ma una semplice stima reciproca, a seguito del dialogo sempre avuto anche con gli esponenti della fazione avversa. Ma può essere stato un piccolo assaggio dell’asse Pasqualone-Emiliano in vista delle Regionali 2020? Su questo punto non si è trovata una risposta certa, perché, come ribadito da Indiveri, “si tratta di una partita diversa e i giochi sono aperti”; e a giocare saranno i rispettivi segretari locali.

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Per quanto concerne la sua azione nell’ambito del consiglio metropolitano, Indiveri attende ora la convocazione di un tavolo con gli amministratori locali del barese, al fine di stilare le priorità della provincia, fornendo risposte all’intero territorio. Il tutto con l’auspicio che si possa addivenire all’istituzione di un “coordinamento del sud-est barese”. Infine, ha ribadito uno spirito di collaborazione maggiore nei confronti dell’amministrazione comunale, attuando con i relativi rappresentanti un dialogo più proficuo, dovendo rappresentare Monopoli in un contesto diverso da quello di sala “Perricci”.