FOTO | Giornate FAI, mille visitatori al frantoio ipogeo di Masseria Mammella

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Nella giornata di ieri, l'exploit di visite
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La soddisfazione degli organizzatori per aver fatto conoscere il sito anche ai monopolitani. Il proprietario dell’area: “Impossibile negare questo frammento di cultura alla collettività”.

L’importanza della storia, il peso della cultura e il fascino delle antiche tradizioni sono confluiti, a Monopoli, nell’apertura al pubblico del frantoio ipogeo della masseria fortificata “Mammella”, in contrada Carrassa. Un gioiello d’inestimabile valore, “incastonato” all’interno di grotte scavate nel tipico tufo locale e tornato a rivivere durante il week end appena trascorso, in occasione delle visite guidate delle Giornate FAI d’Autunno. L’iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta quest’anno alla sua ottava edizione, ha coinvolto ben 700 luoghi sparsi per 260 città italiane, con lo scopo di raccogliere donazioni a favore della campagna “Ricordati di salvare l’Italia”, incentrata sul recupero e la manutenzione, per la conseguente fruizione, dei luoghi storici in stato di abbandono.
Una scelta vincente quella relativa alla location monopolitana, segnalata dall’amministrazione comunale, da Giuseppe Galanto, capogruppo del FAI locale, e dal giovane Angelo Lacitignola, studente della facoltà di Archeologia dell’Università degli Studi di Bari. È stato infatti boom di visite nell’arco della due giorni: circa mille le presenze registratesi, con visitatori provenienti da ogni angolo della Puglia. “Siamo soddisfatti di queste giornate, che ci ripagano del lavoro svolto nella fase di preparazione – ha commentato Galanto -. Abbiamo fatto una bellissima figura, anche perché si tratta di un luogo visto per la prima volta anche dagli stessi monopolitani. Inoltre, dobbiamo considerare che è situato in una zona quasi sperduta e che non siamo riusciti a vedere attivato l’apposito servizio di bus-navetta richiesto al Comune, con cui si sarebbe attirata ancor più gente”.

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L’organizzazione in posa con le giovani guide del polo liceale

Un successo reso possibile grazie alla sensibilità del signor Giovanni Fanigliulo, che ha deciso di spalancare le porte della sua proprietà al folto pubblico. Fu lui, infatti, dopo aver ereditato il suolo, ad avviare una lunga e faticosa opera di bonifica del frantoio ipogeo. Un’attività di pulizia iniziata nel 2007 ed ultimata nel 2016, quando quei luoghi sotterranei, dimenticati da tempo e sommersi da terreno e non solo, sono riaffiorati in tutto il loro splendore. “Questa struttura resterà a disposizione delle future generazioni – ha dichiarato Fanigliulo a Link24 -. Sono disposto ad aprirla per ulteriori visite guidate, perché non si può negare questo frammento di cultura agli studenti e alla collettività”. Un frammento illustrato dettagliatamente dalle giovani guide del polo liceale di Monopoli, che hanno accompagnato i visitatori nel tour del frantoio, attivo dal XIII al XVI secolo, poi dismesso a seguito del trasferimento della lavorazione delle olive presso altre strutture in superficie, contestualmente all’incremento della produzione di olio. Ancora oggi, il luogo custodisce gelosamente veri e propri tesori dell’epoca, dalle macine in pietra ad alcune componenti delle presse e antichi lumini.
Alcuni segni rinvenuti all’interno delle grotte hanno inoltre suggerito la possibilità che l’ipogeo fosse stato adibito a frantoio soltanto in una seconda fase, intorno al 1200, e che dall’anno 1000 abbia ospitato un ordine monastico femminile. Una storia certamente suggestiva, ma, ad oggi, non ancora supportata da fonti certe.

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