FOTO | Santa Lucia: la pioggia ferma la processione, ma non la tradizione

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L'effigie di Santa Lucia
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Rinnovati i festeggiamenti in onore della protettrice di Siracusa, tra celebrazioni eucaristiche e la tradizionale fiera.

Le luminarie installate per l’occasione, i balconi addobbati con le luci di Natale e le immancabili bancarelle della fiera di Santa Lucia anche quest’anno hanno fatto da sfondo agli eventi liturgici organizzati in onore della patrona di Siracusa, protettrice della vista, dei non vedenti ed invocata contro le carestie. Ieri, nella piccola chiesa del murattiano, tanti fedeli si sono radunati attorno alla venerata effigie della vergine e martire, in occasione dei festeggiamenti organizzati dall’omonima confraternita.

Una giornata pregna di fede e devozione, iniziata con le celebrazioni eucaristiche del mattino, proseguita con la funzione presieduta dal vescovo della diocesi “Conversano-Monopoli”, Mons. Giuseppe Favale, e con la santa messa del primo pomeriggio, officiata per i non vedenti. Nel tardo pomeriggio, come da programma, l’ultima celebrazione è stata officiata da don Oronzo Negletto, cui avrebbe dovuto far seguito la processione per le vie del quartiere, ma il maltempo ne ha impedito lo svolgimento. Il corteo, infatti, è stato annullato a causa della pioggia è si è potuto procedere con la sola benedizione impartita dal parroco dinanzi alla chiesa, con la statua di Santa Lucia sull’uscio del portone, tenuta in spalla dai confratelli e salutata da palloncini e sparacoriandoli. Ad animare la giornata, anche quest’anno, ci hanno pensato i musicisti della Banda del Giubileo di Monopoli, diretti dal M. Francesco Notarangelo.

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Per quanto concerne il lato civile dei festeggiamenti, notevole l’affluenza registrata in via Cavour in occasione della tradizionale fiera, da sempre legata alla ricorrenza liturgica e che, come da tradizione, apre i battenti sin dalle prime luci dell’alba. Le svariate bancarelle, sistemate lungo la strada prospiciente la chiesa già dal pomeriggio di giovedì, hanno accompagnato il passeggio dei monopolitani, soffermatisi davanti a quelle adibite alla vendita degli immancabili “coccherìdde”: le piccole ciotole in terracotta che, anticamente, venivano donate dai ragazzi alla proprie fidanzate e alle rispettive suocere per accaparrarsene la simpatia.