Gianni Comes, i ricordi di bambino rivivono ne “Il remo bruciato”

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Il suo ultimo lavoro presentato qualche giorno fa nella chiesa di San Pietro e Paolo: 46 racconti per narrare la Monopoli del passato.il remo bruciato gianni comes

Gianni Comes è uno che il mare ce l’ha sempre davanti. Lo solca, lo naviga, lo dipinge, lo annusa, lo plasma, lo narra. Uno come lui è un personaggio sui generis a Monopoli. Pescatore, come da tradizione di famiglia, passa con scioltezza dall’amo ai pennelli alla penna, per raccontare questo mare e le sue storie, con il doppio sguardo di chi guarda il mare da terra e di chi guarda la terra dal mare. Questa volta, nel suo ultimo lavoro, Comes ha deciso di narrare fatti veri, di bombaroli del secondo dopoguerra, di carrettieri, di stalle e di osterie del centro storico che oggi sono diventate cuore della movida. E’ il tempo che passa, che non è nostro, che sfugge, ma che può essere occasione di riflessione, se ci si ferma un attimo.

Per questo l’artista-scrittore ha sentito l’esigenza di non lasciare che questo tempo passasse senza memoria. E così ha deciso di scrivere “Il remo bruciato”, 46 racconti per far sì che i suoi ricordi di bambino non andassero persi. L’opera è stata presentata qualche giorno fa nella chiesa di San Pietro e Paolo, insieme al giornalista Francesco Pepe. Un insieme di storie, un verismo in versione locale, con cui si racconta la Monopoli passata con animo sereno, concentrando le parole sulla forza delle relazioni e dei contatti umani.

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Un momento della presentazione