Giovanni Lanzilotta, dalle aule del Luigi Russo di Monopoli alla Carnegie Hall di New York

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Il 15enne si è esibito al pianoforte sul prestigioso palcoscenico della Carnegie Hall di New York, un luogo a dir poco mitico per la storia della musica classica e leggera, da più di un secolo.

Ancora una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del livello di assoluta eccellenza
dell’insegnamento impartito dal Liceo Musicale “Luigi Russo” di Monopoli.
Stavolta, a distinguersi è Giovanni Lanzilotta, un giovanissimo allievo di secondo anno della classe di pianoforte della Professoressa Fiorenza Pastore.

Il quindicenne studente, originario di Castellana Grotte, ha avuto l’opportunità, il 22
febbraio scorso, di esibirsi al pianoforte sul prestigioso palcoscenico della Carnegie Hall di New York, un luogo a dir poco mitico per la storia della musica classica e leggera, da più di un secolo.

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Giovanni è arrivato sul palco della Carnegie, insieme a coetanei di tutto il mondo, in quanto
è risultato tra i vincitori italiani della “Crescendo Competition”, competizione internazionale
riservata a musicisti fino ai 24 anni di età.

Due giorni dopo, il 24 febbraio, Giovanni ha replicato la propria esibizione nelle sale
dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, davanti ai membri del Corpo diplomatico che
rappresenta il nostro Paese negli U.S.A., eseguendo magistralmente il “Gran valzer brillante op. 18” di Fryderyk Chopin e la “Sonatina 1959” di Aram Il’ič Chačaturjan.

Alla giovane promessa del concertismo italiano vanno le sentite congratulazioni di Adolfo
Marciano, Dirigente del Liceo Musicale “Luigi Russo”, a nome di tutti i componenti della comunità scolastica:
“Complimenti a Giovanni e auguri per la sua carriera di concertista che, ne sono sicuro, gli
riserverà grandi soddisfazioni. Ma complimenti anche ai docenti del Liceo che dirigo e che,
ancora una volta, hanno saputo individuare il talento di un giovane artista e coltivarlo come
merita. E’ quello che fanno, del resto, con tutti gli studenti che si iscrivono al Liceo e i risultati, anche dopo appena un biennio di frequenza, come nel caso di Giovanni, si vedono”