Guerra e caro gasolio, la protesta dei pescatori a Monopoli: “Siamo rovinati”

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Ieri al porto striscioni sui pescherecci. Monta la protesta anche degli agricoltori che ieri hanno manifestato a Bari. Con loro anche il sindaco Annese. 

Un segnale di protesta anche dalla marineria di Monopoli. Ieri i pescherecci al porto hanno voluto dare un segnale contro la guerra e contro il caro gasolio.

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Accanto ai pescatori, anche agricoltori e allevatori sono scesi in piazza a Bari per chiedere un incontro con il Prefetto di Bari, Antonia Bellomo, perché non riescono più a coprire i costi per il balzo dei beni energetici, così come riporta Coldiretti. Con loro ieri anche il sindaco di Monopoli Angelo Annese e il consigliere delegato all’agricoltura Giovanni Martellotta.

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Se il caro petrolio spinto dall’invasione dell’Ucraina costringe le barche a rimanere in banchina e a fermare i trattori, le ritorsioni della Russia colpiscono i mezzi di produzione, a partire dai concimi, obbligando i coltivatori a tagliare i raccolti mentre sanzioni ed embarghi bloccano i commerci, sconvolgono i mercati e favoriscono le speculazioni.

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Molti gli striscioni affissi sui pescherecci. Un sos, una richiesta di aiuto al governo, dal momento che l’aumento del prezzo del gasolio li condanna a stare fermi. I pescatori però di fatto sentono soli e c’è anche il rischio che sulle tavole ci sia l’invasione di pesce straniero. “Siamo rovinati”, si legge su uno di questi messaggi. Il grido di allarme della marineria locale è forte e chiaro.