Il 25 Aprile monopolitano, la Festa della Liberazione in un silenzio surreale

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Foto della manifestazione dello scorso anno
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Il Sindaco ha preso parte alla cerimonia assieme al rettore del convento di San Francesco da Paola e a una delegazione della Polizia Locale.

Niente assembramenti, nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine né delle associazioni combattentistiche e d’arma e un surreale silenzio, senza le consuete marce eseguite dai musicisti della Banda del Giubileo – Città di Monopoli. È stata una Festa della Liberazione caratterizzata da parecchie restrizioni quella celebrata questa mattina in città, a causa delle severe misure di contenimento adottate dal Governo contro il Coronavirus. Tuttavia, l’emergenza pandemica in atto non ha impedito di ricordare la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista della Repubblica Sociale Italiana, a 75 anni di distanza dalla vittoriosa resistenza militare e politica, attuata dalle forze armate alleate, dall’Esercito Cobelligerante Italiano e dalle forze partigiane, a coronamento della Seconda Guerra Mondiale. Una tappa storica fondamentale per la nascita sia della Repubblica Italiana, dopo il referendum del 1946, che della sua Costituzione repubblicana e antifascista nel 1948, dopo quasi due anni di lavoro da parte della Costituente.

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Anche a Monopoli, nel rispetto delle indicazioni diramate dal Ministero dell’Interno per l’occasione, questa mattina il primo cittadino Angelo Annese ha preso parte alla deposizione della corona di alloro dinanzi al monumento ai Caduti di piazza Vittorio Emanuele. Uno sparuto corteo si è messo in cammino dal Municipio e ha raggiungento la vicina piazza centrale, desolatamente deserta e silenziosa. Presenti, oltre al primo cittadino, il rettore del convento di San Francesco da Paola, Padre Miki Mangialardi, e una piccola delegazione della Polizia Locale.