“Il Sacrificio e l’Accoglienza”, Quaranta alla 2 giorni organizzata dal Comitato 10 Febbraio

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Il convegno a Bari ha voluto ricordare i meridionali che per motivi di lavoro si trovavano in Istria, Fiume e Dalmazia nel periodo 1943-1945  furono vittime delle foibe o morirono nei campi di sterminio comunisti in Jugoslavia.

Egregio direttore,

Anche Monopoli, con il suo rappresentante locale Quaranta Paolo, era presente lo scorso weekend alla due giorni organizzata

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dal comitato 10 Febbraio, all’Assemblea Nazionale svoltasi sabato 14 e domenica 15 al Convegno “Il Sacrificio e l’Accoglienza” presso Villa Romanazzi Carducci a Bari.

Una bellissima occasione di incontro con uno sguardo rivolto al presente e al futuro dell’associazione guidata dal Presidente Silvano Olmi, nata con lo scopo di difendere e diffondere la cultura Italiana nelle terre giuliane e dalmate e per mantenere vivo il ricordo delle tragedie che hanno coinvolto le loro popolazioni nel novecento.

10 febbraioDi particolare rilievo il convegno di domenica dove tra i relatori c’erano personaggi illustri come il giornalista Toni Capuozzo collegato in videoconferenza e i senatori Ignazio Zullo e Roberto Menia, quest’ultimo il principale promotore e primo firmatario della Legge 30 marzo 2004, n. 92, che ha istituito il «Giorno del Ricordo» il 10 febbraio per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

Il convegno ha voluto ricordare i meridionali che per motivi di lavoro (carabinieri, finanzieri, agenti di polizia, impiegati dello Stato, insegnanti, ecc.) si trovavano in Istria, Fiume e Dalmazia nel periodo 1943-1945  furono Vittime delle foibe o morirono nei campi di sterminio comunisti in Jugoslavia, rievocando anche l’accoglienza dei Profughi dal Confine Orientale d’Italia nelle Regioni dell’Italia del Sud.

Ricordiamo che tra le vittime del massacro c’erano anche 3 nostri concittadini, Antonio Corbacio (classe 1921), Pietro Schiena (classe 1915) e Vito Tarantino (classe 1899) barbaramente assassinati dai partigiani jugoslavi.

Rievocare il passato non è un semplice atto di nostalgia, ma una necessità storica, etica e civile per costruire un futuro più giusto ed evitare la ripetizione di tragedie.

Quaranta Paolo

Referente cittadino Comitato 10 Febbraio