La “busta” al prete: dopo la versione della sposa, ecco l’altra campana

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Nessun tariffario per comunioni, cresime, matrimoni e funerali, ma soltanto un’indicazione fornita dal parroco, alla fatidica domanda “quanto dobbiamo dare?”. Questa, in sintesi, la verità della parrocchia sulla vicenda legata alla busta contenente l’offerta per la celebrazione di un matrimonio, che, come riportato da un settimanale locale, sarebbe stata strappata dal prelato perché contenente un importo inferiore alle aspettative (150euro invece di 300). Nonostante la vicenda abbia suscitato un certo clamore in città, in questo momento il presbitero in questione non intenderebbe commentarla, preferendo glissare sull’accaduto che, stando alle rivelazioni fornite a Link24 da alcune fonti interne alla chiesa, si sarebbe articolato in maniera differente rispetto a quanto riferito dalla sposa alla stampa. Innanzi tutto, non vi sarebbe stata alcuna imposizione da parte del parroco sull’entità della donazione, ma soltanto – come già ribadito – un’indicazione di 300euro, variabile a seconda delle disponibilità finanziarie dei donatori. Poi, vi sarebbe un’ulteriore discordanza circa l’importo inserito in busta, che sarebbe stato inferiore ai 150euro dichiarati. E, infine, l’aspetto più incredibile di questa vicenda relativo all’atteggiamento del prelato al momento dell’apertura; infatti, quest’ultimo, non avrebbe strappato la busta, ma semplicemente fatto notare alla nonna della sposa, incaricata della consegna, l’importo inizialmente comunicato ai novelli sposi, ricevendo da quest’ultima rassicurazioni in merito ad una celere risoluzione dell’eventuale equivoco. “I proventi delle offerte rinvenienti dalle celebrazioni di matrimoni e funerali non finiscono nelle tasche di nessuno – dichiara la nostra fonte -. Sono risorse destinate al mantenimento del luogo di culto, perché ci sono comunque delle spese importanti da affrontare e nessuno si è mai arricchito alle spalle dei parrocchiani”.

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