La Madia che viene dal mare sulla zattera e torna sul carro attrezzi. Le reazioni dei monopolitani

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Il presidente del Comitato Festa Patria, Flavio Petrosillo, spiega a Link24 le ragioni di questa insolita scelta.

La Madonna che veniva dal mare sulla zattera e tornava (in Cattedrale) sul carro attrezzi. Su Facebook è diventato virale uno scatto in cui si nota la sacra icona nei pressi di Largo Vescovado sistemata sul mezzo di soccorso stradale dell’ACI de Martino. Una scena insolita e che ha alternato momenti di confusione e disapprovazione tra i fedeli, con alcuni che addirittura parlavano di blasfemia, ad altri commenti ironici dei monopolitani. C’è chi pensa che più che la Madia, sia diventata la Madonna del Soccorso, chi preannuncia funzioni religiose nella sede dell’ACI, chi ironizza suggerendo che forse la protettrice era in divieto di sosta.

A spiegare il perché di questa scelta, in cui l’amministrazione comunale non ha responsabilità, è Flavio Petrosillo, presidente del Comitato Festa Patria che ha organizzato la celebrazione rivista per il Covid. Una celebrazione meno festosa e più intima, in cui tutto è stato organizzato con cura e attenzione. Scelta del carro attrezzi compresa.
“L’icona non poteva essere portata a piedi in Cattedrale, non si potevano organizzare processioni. Da qui – spiega Petrosillo – la decisione di usare un mezzo di trasporto. Avevamo chiesto a Bitonto il carro già utilizzato in un’altra occasione, ma era guasto. L’alternativa era un camion. Ma poi abbiamo pensato che quello, pur essendo un carro attrezzi, è comunque un mezzo di trasporto. E poi è già stato utilizzato in altre feste nel leccese, nel napoletano ed è aperto, nel percorso l’icona della Madonna, con il trono alta 2,60 m, sarebbe stata vista. Meglio così che portarla in Cattedrale chiusa in una valigetta”.

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Petrosillo difende la sua scelta e ringrazia De Martino, che per il traporto della Madonna ha messo gratuitamente a disposizione il mezzo più nuovo e tirato a lucido che avesse a disposizione. Petrosillo dunque tende a spegnere le polemiche che si sono venute a creare, chiedendosi se tutti coloro che hanno criticato abbiano vissuto la celebrazione, in tutta la sua carica emotiva e di fede data dalle restrizioni di quest’anno.