La Plastic Puglia premia le nascite: 6mila euro per i dipendenti che fanno figli

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Dal dolore del lutto nasce il fiore della vita e della speranza. Si tratta del “Premio nascita Lilly Colucci”, dedicato alla figlia del Barone Vitantonio Colucci, presidente del gruppo industriale Plastic Puglia, prematuramente scomparsa poco tempo fa. Fu lei infatti a fornire l’input per l’avvio dell’iniziativa; lei che, per un trentennio, è stata un pilastro fondamentale per l’azienda, avendone costituito e sviluppato l’intera area amministrativa. Il premio istituito consisterà in un bonus da 6mila euro per ogni nuovo nato, inserito nella busta paga dei dipendenti che metteranno al mondo un figlio, al fine di garantire un ricambio generazionale in azienda e fornire un incentivo alle nascite, in contrasto con il drastico calo demografico registratosi in tutto il Paese. “Per le assunzioni, in questa impresa, privilegiamo i figli dei dipendenti per premiare la costanza nel lavoro di questa grande famiglia – ha spiegato il Barone nell’ambito di una conferenza stampa appositamente indetta -. Non dobbiamo dimenticare che l’industria più importante per lo Stato è rappresentata proprio dall’incremento demografico, perché, dal momento in cui viene al mondo un bambino, si mette in moto una serie di fattori economici che ruotano attorno al fabbisogno del neonato”.

2DEAC23D B68E 408D B35E 8603AE960CBAIn rappresentanza dell’amministrazione comunale, presente in sala conferenze anche l’assessore Cristian Iaia, il quale non ha mancato di congratularsi con il patron della Plastic Puglia per l’iniziativa. “Questo è un modo importante per ricordare il nome di Lilly Colucci, premiando i lavoratori che ogni giorno s’impegnano per l’azienda – ha asserito -. In questa iniziativa vi è inoltre un messaggio fondamentale rivolto al governo centrale, spronando le istituzioni competenti a porre in essere simili iniziative, da cui si evince un’attenzione al dipendente difficilmente riscontrabile in altre realtà imprenditoriali”. Insomma, una soluzione utile a fronteggiare la crisi nazionale ed incrementare il Pil sarebbe l’istituzione della “professione mamma”, come l’ha definita lo stesso Colucci, attraverso la retribuzione di un regolare salario a tutte le mamme italiane, impegnate nel “mestiere” notoriamente più complicato. “Se lo stato mettesse a disposizione delle mamme uno stipendio fisso, tenendo conto anche del numero dei figli – ha concluso il Barone -, quelle risorse sarebbero impiegate per l’acquisto dei beni di prima necessità dei figli e si tornerebbe a mettere in moto l’economia italiana”.

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