L’Ajace di Orazio Fiume domani al Petruzzelli

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La musica del compositore monopolitano domani, alle 20.30, in un concerto nel più importante teatro barese. 

L’emozione dei grandi in concerto e della grande musica domani al Petruzzelli di Bari con uno spettacolo alle 20,30. Il maestro Sasha Goetzel dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli, violoncello solista Edgar Moreau. In programma, oltre alla Sinfonia concertante, in mi minore, per violoncello e orchestra, op.125 di Sergej Prokofiev e al Bolero di Maurice Ravel, l’Ajace di Orazio Fiume (il compositore e musicista monopolitano) cantata per coro e orchestra su testo poetico di Vincenzo Cardarelli.

petruzzelli

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Ajace viene eseguita in prima assoluta alla Scala di Milano il 19 ottobre del 1953 alla presenza del poeta che in quella sede esprime il desiderio di farla eseguire al suo funerale.
In effetti, la maestria nel trattamento dell’orchestra e del coro mediata dall’insegnamento di Pilati, Pizzetti, Molinari, dalla frequentazione della generazione dell’80 e dalla conoscenza personale dei francesi quali Poulenc, Aubert, Jolivet, Aubin (l’avanguardia dell’epoca), fanno di quest’opera un capolavoro di aderenza alla drammaturgia del testo.
La musica sinfonica di Fiume si pone fin dagli inizi nella dimensione dell’ epos, a cominciare dalla Fantasia eroica per violoncello e orchestra del 1936 per continuare nel primo e secondo concerto per orchestra con un uso sapientemente evocativo di trombe e corni, con la Sinfonia in tre tempi molto apprezzata da Šostakovič fino al Canto funebre per la morte di un eroe, per coro e orchestra, brano che pur in mancanza di testo (il coro esegue un vocalizzo) crea profonde suggestioni.

OrazioFiume
Orazio Fiume (Monopoli, 16 gennaio 1908 – Trieste, 21 dicembre 1976)

La dimensione eroica che permea e caratterizza la musica di Fiume ha senz’altro una scaturigine autobiografica, quella di chi ha combattuto quotidianamente, eroicamente, contro una grave disabilità motoria che ha sconfitto uscendo precocemente da un ambito familiare agiato e confortevole, andando a formarsi lontano da casa, risoluto e audace (Sempre obliasti, Aiace Telamonio/ ogni prudenza in guerra / ogni preghiera…) ma senza vanteria o autocommiserazione. Fu veramente e inconsciamente il “discretissimo eroe” cantato dal poeta Vincenzo Cardarelli.