Lenoci, domani in Cattedrale il saluto al pianista. Il ricordo degli amici

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Le esequie saranno celebrate alle 16. Tantissimi i messaggi di cordoglio da parte di amici, colleghi e studenti. 

Saranno celebrati domani, 2 ottobre alle 16, in Cattedrale i funerali del pianista Gianni Lenoci, scomparso ieri prematuramente a 56 anni. Un genio della musica, definito da chi ha saputo apprezzarne l’arte. Tantissimi i messaggi di cordoglio nei confronti di questo pianista di eccezione che ha reso ancora un po’ più bella e profonda la musica. Ne riportiamo qui, solo alcuni.

Il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli saluta il Maestro Gianni Lenoci. Profondamente grati al Maestro Lenoci per il Suo straordinario contributo artistico, didattico, umano alla vita ed alla crescita dell’istituzione e di tutto il territorio, il Presidente, il Direttore, il personale docente, amministrativo ed ausiliario, gli studenti tutti si stringono attorno ai suoi cari. La Sua grande eredità artistica e morale vivrà attraverso tutto ciò che ha seminato attraverso generazioni di musicisti ispirati dalla Sua dottrina e dal Suo esempio.

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Giampiero Risimini (Avvocato e amico del musicista) – La prima volta che incrociai Gianni Lenoci era il 1 ottobre 1977. Ai cancelli del glorioso Liceo Classico, insieme a Maurizio Licci, Pasquale Topputi e molti altri. Eravamo piccoli, impauriti, smarriti al cospetto di una avventura scolastica che sarebbe diventata fucina di tanti talenti. Tra noi c’erano i ragazzi di strada, più scaltri, smaliziati, quelli che facevano sciopero per qualsiasi ragione, copiavano i compiti e quelli del Conservatorio, più studiosi, sempre ordinati e ligi al dovere. Gianni, ovviamente, apparteneva a questo gruppo. Era timido, riservato, discreto, rifuggiva le feste, la confusione e persino il suo aspetto diafano tradiva la sua ritrosia ad esporsi. Poi, pian piano, quel ragazzo silenzioso e timoroso cominciò a librarsi come una farfalla, si lasciò coinvolgere dalla quotidianità, dalla routine studentesca, permise a tutti di farsi contaminare dalla sua inaspettata ironia, dal suo acume e dalla strepitosa energia culturale, ricca di aneddoti, saggezza popolare, virtuosismo linguistico. Insieme ad un’altra magnifica persona, Maurizio Licci, riuscì ad appassionare noi altri, incolti e profani, alla magia della musica, al piacere della lettura colta e non banale. Ben presto ci accorgemmo di quanto il nostro mondo fosse piccolo, angusto, per un artista eccelso e fuori dal comune. Che cominciò a volare in quel piccolo spazio della storia frequentato da pochi, da quelli che sanno lasciare una traccia indelebile della loro esistenza e del loro passaggio tra i comuni mortali. Per diventare un classico, annientare la cattiveria del tempo e l’indifferenza dell’oblio e consegnarsi all’eternità. Da domani torneremo alla nostra banale normalità, intristita dall’assenza di un genio e di un grande artista. A noi, amici da sempre, rimarrà il conforto del ricordo di una stagione meravigliosa e il privilegio di averla trascorsa con lui. A prima o poi Gianni.

Domenico Dileo (Collega docente del conservatorio e amico) Ciao Gianni.
Ieri mi sono attaccato alla speranza che fosse tutto solo un brutto incubo.
E’ stato un pugno in pieno viso. Un meteorite piombato sulle nostre speranze di riabbracciare appena possibile un amico che stava affrontando una dura prova. Come mi disse lui stesso pochi giorni fa: “qualcosa che, per la sua durezza, va oltre la mia stessa immaginazione”. E ora è dura per noi ritrovarci qui a piangere la perdita prematura di una persona eccezionale, di un amico speciale, di un musicista strepitoso, di un collega insostituibile, di un maestro capace di fornire inesauribili stimoli a tutti. Gianni ha divorato la vita, con una incredibile capacità di produrre idee e progetti, di lanciarsi continuamente in avventure musicali. Un vulcano, un fiume in piena. Una forza della natura che soltanto una cosa così potente e terribile come quella dannata malattia ha potuto fermare. Ci resta la mole delle sue registrazioni e il ricordo prezioso di tante sue performance dal vivo.
Al tempo stesso porteremo con noi il rimpianto di tutto ciò che sicuramente Gianni avrebbe fatto nei prossimi anni e che avremmo potuto condividere con lui. Perché ancora dal suo letto di ospedale, nonostante tutto, ancora pochi giorni fa ho ascoltato Gianni parlare di progetti, di belle cose da fare e da inventare, di spartiti da studiare. E tra tanti ricordi, quell’ultima conversazione al telefono resterà incancellabile. L’ultima volta che ho ascoltato quella voce, così familiare eppure quasi irriconoscibile, stravolta dal dolore e dall’incredulità che quel dolore potesse manifestarsi in tale misura. Anche in quella occasione siamo riusciti a scherzare e a ridere, come tante altre volte: sì, perché per me Gianni è stato un grande compagno di musica ma anche uno straordinario compagno di risate, dotato come pochi di ironia e autoironia. Lo ringrazio per aver voluto condividere anche con me tante idee. Negli ultimi anni in particolare ho avuto il piacere di far nascere insieme a lui un gran numero di iniziative e di consolidare un’amicizia e una collaborazione stimolante come poche.
Tante conversazioni, provocazioni intellettuali, scambi di letture di ascolti.
E tra le mille cose che mi mancheranno ci sono gli esami: ogni volta essere in una commissione d’esame con lui era occasione per fare bellissimi ragionamenti sulla musica, dall’interpretazione all’improvvisazione. Spero che tutti comprendano fino in fondo che senza di lui il nostro Conservatorio Nino Rota, la musica della nostra regione (basta scorrere rapidamente con la mente i nomi di tutte e tutti coloro che hanno studiato con lui) non sarebbero gli stessi. Spero che la città in cui è nato e vissuto, e alla quale tanto ha dato, sappia onorarlo più di quanto in realtà non abbia fatto in tutti questi anni. Posso dire di aver raccolto anche qualche sfogo, in momenti di tristezza e amarezza davanti a qualche episodio poco edificante: situazioni di mancato rispetto che offendevano la dignità di una persona e un artista della sua levatura. Potrei star qui a lungo a sfogliare l’album dei ricordi. Ma alla fine vorrei ricordare Gianni proprio per il dono dell’ironia, per il suo spirito irriverente e anche beffardo: una cosa che lo accomunava a grandi personaggi che amava moltissimo. Tra gli altri, Erik Satie, John Cage, Thelonious Monk, Frank Zappa, Masone Lo Curto. Spero che abbia raggiunto i primi due in qualche regno dello spirito, da dove ridere di noi. osservando la nostra fatica e le nostre miserie. Chi conosce Gianni, per alcuni “Uncle Gianni”, sa che aveva introdotto nella comunicazione tra amici,come un virus, la sua inefffabile “aaaaaaaaaaaaaaa”.Ormai da tempo era il suo ricorrente, ironico, enigmatico commento, soprattutto nelle conversazioni da social network e tutti ne eravamo stati contagiati: qualcosa che, a seconda dei casi, poteva diventare una risata, un sospiro, un’esclamazione di stupore, un grido di dolore, di rabbia, un pianto. E ora voglio salutarti così. caro Gianni, con un “aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” infinito come la gratitudine che ti dobbiamo.

Michele Suma (Direttore artistico del SudEstival)- Monopoli perde un musicista geniale, un uomo di grande cultura, brillante e profondo. Un grande amico, sempre piacevole da ascoltare. Le sue parole, i suoi pensieri e la sua musica mancheranno. Tristezza…Addio, Gianni Lenoci.

Domenico Morgante (Musicista)

– La terribile, e del tutto inaspettata, notizia della morte del caro Amico e Collega Gianni Lenoci mi ha travolto in questa tiepida mattinata d’inizio ottobre mentre sono bloccato a letto con la mia gamba sinistra ancora fuori uso per via di un banale incidente occorsomi una settimana fa mentre mi accingevo a rientrare dalla mia totalmente indimenticabile tournée in Veneto. Quando muore un Musicista siamo tutti un po’ più poveri. Gianni, pianista elegante e misurato, aveva una solidissima formazione classica dalla quale aveva preso le mosse per approdare al fantasmagorico mondo del Jazz e della Musica improvvisata. Era raffinato interprete ma anche originale Autore egli stesso; ponendosi inoltre, tramite talune interessanti rivisitazioni di fondamentali pagine del repertorio pianistico tradizionale (mi piace ricordare il “nostro” prediletto J. S. Bach fra tutti), sulla scia dei grandi protagonisti del pianismo jazzistico: alla Keith Jarrett, per intenderci. Qualche anno fa gli era piaciuta una mia idea di reciproca “contaminazione” di generi tra Barocco e Jazz che ci avrebbe visti in pubblico “duello” estetico tra Pianoforte e Clavicembalo. Ormai non accadrà mai più… Rimane l’amaro sapore della perdita di un vivace sodale nell’Arte dei Suoni, di una giovane vita artistica spezzata a metà, della scomparsa di una persona preparata e leale, valida e discreta. Ciao, Gianni.

Pino Minafra (Musicista) Classe, profondità, personalità, coerenza estetica, tradizione, contemporaneità, ricerca. Gianni Lenoci da sentire. Solo alcuni aggettivi per descrivere un grande artista del nostro Sud. Nessuno avrebbe mai immaginato che mercoledì 4 Settembre sarebbe stato il tuo ultimo concerto memorabile per intensità, profondità, maturità e una cifra identitaria rara: un testamento spirituale. Mi sono commosso quando nell’ultimo brano dedicato al tuo Maestro, hai perso il controllo emotivo, commuovendoti anche Tu. Poi ti ho chiesto se avevi registrato il concerto, perché meritava e merita di essere documentato, e mi rispondesti di sì..Mi impegnerò per verificarne la fattibilità, per dare nuova vita a questo documento: un modo per tenere viva e far conoscere la tua lezione e visione della tua e nostra Musica. Grazie Gianni