Manifesti stop aborto, l’assessora: “Il corpo appartiene a noi, vedremo se rimuoverli o oscurarli”. Ma il PdF supporta la campagna

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Il manifesto affisso a Bari e pubblicato dalla Bottalico
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I manifesti comparsi ieri a Bari. L’assessora al Welfare indignata “Sono un pugno nello stomaco”. Fanizzi: “Rammarico per queste posizioni a favore dell’aborto e contrarie alla libertà di espressione”.

Manifesti che sono un pugno nello stomaco. Definisce così Francesca Bottalico, assessora al Welfare del Comune di Bari, quei cartelloni affissi ieri nel capoluogo pugliese. “Sono indignata – ha detto in un pubblico post Facebook- sono manifesti lesivi del diritto di scelta conquistato negli anni dalle lotte di tante donne. È un pugno nello stomaco a quante sono morte a causa della pratica clandestina degli aborti. Un pugno nello stomaco alle vittime di violenza. E a quante hanno scelto diversamente rispetto alla gravidanza. Il corpo appartiene a noi, nessuno è in diritto di giudicare scelte così dure e difficili”.

Giornata della Vita 2021

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L’assessora Bottalico

Il messaggio dell’assessora è forte e chiaro: “Nessuno può decidere al posto nostro“, scrive. Ecco perchè un’affissione con un contenuto del genere non può passare inosservata e non può non generare reazioni. “Con gli uffici comunali – ha spiegato l’assessora – si stanno approfondendo le procedure per capire come e se è possibile rimuovere o oscurare le immagini“.

 

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Il referente regionale del PdF Fanizzi

Ma il PdF con il suo coordinatore regionale, il monopolitano Mirco Fanizzi, la vede in maniera opposta e appoggia la campagna pubblicitaria di Pro Vita e
Famiglia nel Comune di Bari, “avversata – scrive Fanizzi in una nota – da alcune associazioni che definiamo “pro morte”. Queste associazioni rivendicano il diritto di eliminare ciò che a loro non piace, il diritto alla vita! Esprimiamo rammarico per queste posizioni a favore dell’aborto e contrarie alla libertà di espressione. Il Popolo della Famiglia, coi suoi dirigenti e militanti richiama, con coraggio e con metodi democratici il dovere di rispettare la vita umana sin dal suo inizio, denunciando l’iniquità della legge abortista e prevede nel suo programma politico la “proclamazione del diritto universale a nascere e del sofferente ad essere curato: no ad aborto, suicidio assistito, eutanasia”