Matrimoni con al massimo 30 invitati. Assoeventi: “Decisione senza senso”

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Foto di archivio
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“I matrimoni sono stati programmati prima del varo del nuovo Dpcm: che facciamo?”, si legge nella nota di Confindustria. 

Matrimoni con al massimo 30 persone in sala a festeggiare gli sposi. Lo si legge nel nuovo Dpcm siglato nella notte dal premier Conte e dal Ministro alla Salute Speranza. “Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti”, si legge.

La decisione presa però non convince affatto Assoeventi, l’associazione di Confindustria dei settori Events, Luxury e Wedding, con il suo presidente Michele Boccardi. “Fissare a 30 il numero massimo di persone che possono partecipare a feste conseguenti a cerimonie civili o religiose non ha alcun senso o valore scientifico-sanitario, ma rappresenta un vero e proprio lockdown per i matrimoni. Sarebbe stato più semplice se il Governo ci avesse detto direttamente di chiudere le nostre imprese

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Per Boccardi è assurdo fissare un numero in maniera così arbitraria, senza che si considerino le dimensioni e le caratteristiche della struttura che ospita l’evento. “Quindi- si legge in una nota di Assoeventi – una sala per ricevimenti, sia essa da 60 o da 600 metri quadri, secondo il nuovo Dpcm non potrà comunque ospitare più di 30 persone. Noi siamo i primi a chiedere misure serie e forti per il contenimento della pandemia: abbiamo proposto ad esempio di aumentare da 1 a 2 metri il distanziamento interpersonale in occasione di eventi, ma il Governo non ci ha ascoltato. I matrimoni sono stati programmati prima del varo del nuovo Dpcm, gli sposi sono già in Chiesa: che facciamo, li rimandiamo a casa quando si presentano con parenti ed amici al ricevimento per festeggiare il giorno più bello della loro vita?”, si legge a conclusione della nota.