Miasmi, Licci ribatte: “Per noi medici i dati non sono incoraggianti”

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Il medico e consigliere comunale evidenzia una serie di criticità nella relazione sul quadro epidemiologico cittadino dell’AreSS e preannuncia ulteriori approfondimenti. 

Dal parere politico a quello medico. I dati emersi dal quadro epidemiologico illustrato in Commissione Ambiente non sarebbero poi così confortanti, se non solo per alcune patologie. Nelle tre ore intercorse tra la loro ricezione e l’avvio della riunione di mercoledì scorso, infatti, per i partecipanti al tavolo tecnico non c’è stato tempo a sufficienza per approfondirli ed elaborare tutte le osservazioni necessarie da sottoporre all’attenzione della Dott.ssa Lucia Bisceglia (Dirigente AReSS Puglia), che ne ha curato la relazione. Eppure quei dati, riferiti al periodo 2000-2018, erano stati protocollati il 24 febbraio scorso, ma, come spiegato alla nostra testata dal presidente della Commissione, Francesco Alba, il Sindaco aveva deciso di non trasmetterli ai partecipanti del tavolo tecnico per evitare che fossero divulgati prima della chiave di lettura fornita dalla stessa Dott.ssa Bisceglia. Una scelta non condivisa dal gastroenterologo e consigliere comunale di opposizione Claudio Licci, presente alla riunione in qualità di rappresentante del gruppo dei medici interessatosi alla questione miasmi, secondo cui “è chiaro che in un arco temporale così breve solo a Chernobyl ci si potrebbe aspettare un incremento esponenziale delle patologie e non a Monopoli”.
Nonostante tutto, nel poco tempo a disposizione prima dell’avvio dei lavori della Commissione, il Dott. Licci ha riscontrato alcune criticità, poi evidenziate durante la riunione.

In primis, se per alcuni tumori (come, per esempio, quello all’esofago) si è registrata una diminuzione di casi, per le leucemie e le neoplasie polmonari si sono invece rilevati valori superiori rispetto a quelli regionali di riferimento. “Da una prima lettura, s’intravede come alcune patologie siano in aumento e, guarda caso, sono proprio quelle correlate all’esposizione agli IPA, gli Idrocarburi Aromatici Policiclici – spiega il medico a Link24, aggiungendo -. I dati sono incoraggianti per alcune patologie, ma per altre no; per quelle direttamente connesse all’inquinamento, per noi medici, i dati non sono tranquillizzanti”.
Dello stesso parere è anche il Dott. Claudio Lotesoriere, oncologo, il quale assieme al collega gastroenterologo Licci ha creato il gruppo dei camici bianchi monopolitani intenzionati a far luce sulla questione e fautori di un esposto alla Procura della Repubblica di Bari.
Il secondo aspetto evidenziato dal Dott. Licci nel corso della seduta di Commissione è stato quello relativo alla mancanza di riferimenti circa l’età dei pazienti, anche di quelli affetti da patologie neurologiche. Nell’analisi di queste ultime, inoltre, non sono state operate distinzioni né in base alle singole tipologie né in base al sesso dei pazienti e quindi, anche in tal caso, vi è la necessità di approfondire i risultati voce per voce, fattispecie per fattispecie, poiché “le malattie neurologiche sono decine – prosegue Licci -: un conto è che un soggetto di 80 anni si ammali di Alzheimer, un altro è che invece un giovane si ammali di patologie neurodegenerative”.

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Il Dott. Licci ha riferito le osservazioni appena elencate alla Dott.ssa Lucia Bisceglia, “la quale si è dimostrata estremamente disponibile, dicendosi a nostra disposizione per qualsiasi chiarimento – ha concluso il medico, che ha infine aggiunto -. Ci riserviamo di effettuare ulteriori approfondimenti e di rivolgerle ulteriori domande e siamo sicuri che, nei prossimi mesi, seguirà un lavoro proficuo, perché quelli illustrati mercoledì scorso sono soltanto dati di partenza”.