Monopoli, 26Kg di cocaina: il dipendente 23enne passa all’obbligo di firma, il 33enne resta in carcere

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Il dipendente dell’azienda è stato difeso dall’avvocato Giuseppe Sardano. I fatti si riferiscono all’operazione dei Carabinieri di Monopoli avvenuta qualche giorno prima di Natale.

La notizia del ritrovamento dei 26 Kg di cocaina nell’armadietto di un’azienda nella zona industriale di Monopoli ha scosso nei giorni scorsi la città di Monopoli, diffondendosi a livello nazionale.
Durante un controllo il 22 dicembre da parte dei Carabinieri di Monopoli, guidati dal Luogotenente CS Denis Michilini, per la verifica delle armi regolarmente detenute presso l’azienda, i militari hanno percepito un forte odore acido, tipico di sostanze stupefacenti. Ispezionando un armadietto, i Carabinieri hanno rinvenuto la cocaina, del valore di oltre un milione di euro, bilancini ed anche circa 30mila euro in contanti e così sono scattati due arresti.

In carcere il 33enne legale rappresentante dell’azienda operante nel settore dell’import/export e della commercializzazione di olio e vino, mentre il dipendente 23enne era stato posto ai domiciliari.

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L’avvocato Giuseppe Sardano

Nei giorni scorsi però il Gip del Tribunale di Bari ha disposto l’applicazione di una misura meno afflittiva nei confronti del 23enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Sardano. Il giovane, che avrebbe acquistato per il suo datore di lavoro i bilancini e che aveva avuto modo di udire conversazioni verosimilmente riferite agli acquisti di stupefacente, ma senza coglierne il significato, dal momento che i dialoghi sarebbero avvenuti non in italiano, è passato dunque dagli arresti domiciliari all’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per la firma.

Resta invece invariata la misura di custodia in carcere per il 33enne legale rappresentante dell’azienda, che in sede di convalida, rendendo dichiarazioni spontanee si sarebbe assunto la piena responsabilità dell’accaduto, escludendo così qualsiasi coinvolgimento da parte dei suoi dipendenti.