Monopoli: accusato di tentata estorsione, assolto grazie ai tatuaggi

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A difendere l’imputato monopolitano, assolto per non aver commesso il fatto, l’avvocato Alberto Sardano.

Si è conclusa con l’assoluzione per non aver commesso il fatto la vicenda giudiziaria di un monopolitano, oggi 44enne, iniziata nel 2014. L’imputato, difeso dall’avvocato Alberto Sardano, era stato accusato di tentata estorsione.

In pratica questi era stato accusato di aver preso parte ad agosto di quell’anno ad un’operazione volta ad intimidire un altro monopolitano al quale, stando agli atti, fu tagliata la strada mentre era in auto, con la successiva richiesta della restituzione della somma di 500 euro. Somma che gli era stata anticipata dal committente di un lavoro che lui avrebbe dovuto svolgere e che avrebbe impiegato per l’acquisto di materiale per l’esecuzione proprio di questo lavoro, poi non portato a termine perchè il committente ritirava la proposta lavorativa fatta verbalmente.

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L’avvocato Alberto Sardano

Nella sentenza della causa penale, facendo riferimento a questo episodio in particolare, si legge testualmente la frase che avrebbe pronunciato il committente che aveva anticipato i soldi e che rivoleva indietro:”Se non mi dai i soldi, te la vedrai con loro”, indicando due passeggeri in auto, uno dei quali il denunciante aveva indicato essere il 44enne difeso da Sardano.

In seguito a questo episodio, qualche mese dopo avviene un’aggressione nei pressi del Palazzetto dello Sport verso questo cittadino, reo di non aver restituito ancora la somma.

L’uomo a questo punto si reca in Pronto Soccorso, ne esce con una prognosi di 7 giorni e si decide a denunciare. Ma è proprio durante l’esame della vittima a dibattimento, che il denunciante mostra delle incertezze sul 44enne che avrebbe partecipato alla “spedizione punitiva”.

Di questa persona, il denunciante ricordava un solo tatuaggio su un braccio e invece l’imputato aveva molti più tatuaggi che gli ricoprivano quasi integralmente le braccia, tatuaggi tra l’altro realizzati prima del 2014, come da foto segnaletiche già in possesso della polizia giudiziaria. Non essendoci dunque un quadro univoco delle responsabilità dell’imputatato e nella situazione di “insuperabile dubbio in merito al riconoscimento dell’autore della tentata estorsione”, il tribunale di Bari I sezione Penale ha imposto l’assoluzione del 44enne dal reato ascrittogli per non aver commesso il fatto.

Il committente imprenditore e l’altro accusato che avevano preso parte all’aggressione, giudicati con rito abbreviato, sono stati invece ritenuti colpevoli del reato di tentata estorsione.