Monopoli, centro di raccolta in viale Aldo Moro, ma monta la polemica. I cittadini: “Non lì”

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Il sindaco Annese pensa ad una città più pulita e vivibile, ma i cittadini bocciano la logistica.

“Sono iniziati da pochi giorni i lavori per il nuovo centro comunale di raccolta in viale Aldo Moro. Questo secondo centro sarà pronto tra qualche mese e darà ai cittadini un altro spazio organizzato e facilmente accessibile dove conferire i rifiuti in modo corretto, a copertura della zona nord della nostra città. Un passo avanti per combattere gli abbandoni incontrollati, per garantire più rispetto per l’ambiente e per migliorare la raccolta differenziata verso una città ancora più pulita e vivibile per tutti”, con queste parole il sindaco di Monopoli Angelo Annese ieri ha comunicato l’avvio dei lavori per potenziare la differenziata.

Ma la notizia, lanciata via social, ha scatenato un’ondata di commenti negativi e così quello che doveva essere l’annuncio di un passo avanti verso una città più “green” si è trasformato, nel giro di poche ore, in un terreno di scontro digitale con al centro della contesa il nuovo Centro Comunale di Raccolta (CCR).

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Nonostante le rassicurazioni, la sezione commenti sotto l’annuncio è diventata scoppiettante. Il punto critico sollevato dai cittadini riguarda essenzialmente la scelta logistica: l’area individuata si trova infatti in una zona ad alta densità commerciale, proprio nei pressi di noti punti di ristoro come il McDonald’s e negozi di abbigliamento, scarpe e articoli per la casa. Le reazioni dei monopolitani spaziano dall’ironia alla rabbia aperta.

“Idea geniale – scrive qualcuno con sarcasmo- quella di piazzare un centro rifiuti vicino a dove si consuma cibo”, altri sottolineano che quell’area riqualificata con attività commerciali, sarebbe stata più vocata ad ospitare nuovi negozi. Non manca inoltre il pessimismo di chi, alla luce di quanto sta accadendo per l’ospedale e per la Portavecchia, ironizza sui tempi di consegna. Tra chi invoca il blocco dei lavori e chi pure si preoccupa della tenuta economica delle attività limitrofe, si allarga il fronte del no, facendo emergere il ritratto di una cittadinanza che, pur essendo favorevole al centro in sè, non ne condivide la realizzazione nella zona commerciale della città.