“Monopoli cresce, ma non basta costruire case: il rischio è quello di creare quartieri dormitorio”

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ph. archivio
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“I nuovi quartieri finiscono per avere parcheggi e centri commerciali, ma pochi luoghi di incontro, poco verde pubblico realmente fruibile, poche piazze, pochi parchi attrezzati e quasi nessuno spazio destinato alla socializzazione”, scrive Carlo Carparelli, presidente dell’Associazione Politica Monopoli 2030 in una nota inviata alla nostra redazione. 

Negli ultimi anni Monopoli ha conosciuto una forte espansione urbanistica, con la realizzazione di nuovi complessi residenziali moderni ed efficienti dal punto di vista energetico. Oggi appare sempre più evidente una criticità che non può essere ignorata: stiamo costruendo edifici all’avanguardia, ma non sempre stiamo costruendo quartieri all’altezza.
Molte delle nuove aree residenziali sorte nelle periferie della città risultano ancora scarsamente collegate con il centro urbano. Chi decide di acquistare una casa, spesso investendo centinaia di migliaia di euro, si ritrova a vivere in quartieri privi di collegamenti adeguati per una mobilità moderna e sostenibile.
In numerosi casi mancano marciapiedi continui e sicuri, indispensabili per anziani, bambini e persone con disabilità. Le piste ciclabili, dove presenti, sono spesso frammentate e non consentono di raggiungere il centro cittadino o i principali servizi in sicurezza. Anche il trasporto pubblico locale fatica a rispondere ai nuovi insediamenti abitativi, con linee e frequenze che non sempre sono adeguate alla crescita della città.
Una città non può limitarsi a espandersi dal punto di vista edilizio: deve crescere anche sotto il profilo urbanistico, sociale e infrastrutturale. Un’altra riflessione riguarda le cosiddette aree a servizi previste dagli strumenti urbanistici. Sempre più frequentemente tali spazi vengono affidati ai soggetti privati, che legittimamente investono, ma orientano gran parte degli interventi verso attività commerciali, in particolare grandi supermercati e medie strutture di vendita.
carlo carparelli
Carlo Carparelli

Il risultato è che i nuovi quartieri finiscono per avere parcheggi e centri commerciali, ma pochi luoghi di incontro, poco verde pubblico realmente fruibile, poche piazze, pochi parchi attrezzati e quasi nessuno spazio destinato alla socializzazione delle famiglie, dei giovani e degli anziani.

Il rischio è quello di creare quartieri dormitorio, dove si vive ma non si costruisce una comunità.
Le città più moderne insegnano che la qualità urbana non si misura soltanto con la classe energetica degli edifici, ma soprattutto con la qualità dello spazio pubblico: alberature, percorsi pedonali, piste ciclabili continue, aree gioco, piccoli parchi di quartiere, piazze, servizi di prossimità e un trasporto pubblico efficiente rappresentano elementi essenziali quanto gli stessi edifici. Lo stesso Regolamento Edilizio del Comune di Monopoli richiama tra le proprie finalità il perseguimento della qualità urbana, della sostenibilità ambientale, dell’accessibilità e della vivibilità degli spazi pubblici, dedicando specifica attenzione a strade, piste ciclabili, marciapiedi, aree verdi e percorsi della mobilità dolce.
Come Associazione Politica Monopoli 2030 riteniamo che la programmazione urbanistica debba cambiare prospettiva. Le nuove espansioni residenziali devono essere accompagnate contestualmente dalla realizzazione delle infrastrutture pubbliche necessarie: collegamenti pedonali sicuri, piste ciclabili realmente connesse, trasporto pubblico efficiente, alberature, verde attrezzato e spazi di aggregazione.
Una casa non è soltanto un appartamento. È il quartiere che la circonda. Ed è proprio dalla qualità dei quartieri che si misura la qualità di una città.
Carlo Carparelli
Presidente Associazione Politica Monopoli 2030
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