Monopoli e il diritto all’accessibilità, “Impegno non più rinviabile. Serve una nuova visione urbanistica”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Carlo Carparelli, referente dell’associazione Monopoli 2030.

La recente testimonianza di un cittadino, che ha denunciato l’ennesimo caso di scivoli per disabili occupati impropriamente, offre un quadro che purtroppo conosciamo molto bene. Episodi di questo tipo non rappresentano eccezioni isolate, ma la manifestazione più evidente di un sistema urbano che, nonostante gli sforzi pianificatori, continua a non garantire un livello adeguato di accessibilità e di rispetto dei diritti delle persone con disabilità.

Come associazione Monopoli 2030 sentiamo la responsabilità di intervenire in modo chiaro e costruttivo, perché la riflessione del cittadino non deve rimanere un semplice sfogo, bensì diventare l’occasione per affrontare il tema nella sua interezza. Monopoli ha oggi gli strumenti necessari per migliorare in modo significativo la fruibilità degli spazi pubblici, ma è necessario che questi strumenti vengano finalmente messi in azione.

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Il PEBA, approvato nel 2022, rappresenta il primo grande passo in questa direzione. Al suo interno sono state rilevate centinaia di criticità diffuse nel tessuto urbano: rampe mancanti o non idonee, marciapiedi troppo stretti o irregolari, ostacoli che interrompono i percorsi pedonali, attraversamenti privi di segnaletica o non raccordati con le quote dei marciapiedi. La mappatura contenuta nelle Schede di Ambito Urbano fotografa con precisione uno scenario che richiede interventi mirati e programmati, alcuni dei quali individuati come prioritari fin dalla redazione del Piano.

carlo carparelli
Carlo Carparelli

Tuttavia, a distanza di tempo dall’approvazione del documento, l’avvio effettivo delle opere ancora non si registra in maniera significativa.

A questa situazione si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: l’attuale Piano Urbano del Traffico, risalente al 2020 e basato su rilievi del 2017, non risponde più alla realtà di una città profondamente trasformata. Monopoli è cresciuta in termini demografici, turistici e infrastrutturali; è mutata l’intensità dei flussi pedonali e veicolari, così come è cambiato l’uso stesso degli spazi pubblici. Oggi serve una nuova visione urbanistica, capace di integrare i principi dell’accessibilità universale nelle politiche di mobilità, nel disegno dei marciapiedi, nei collegamenti tra quartieri, e nel rapporto tra centro storico, litorale e aree periferiche.

A ciò si affianca un problema culturale e di controllo che non può essere ignorato. La sosta abusiva sugli scivoli e sui parcheggi riservati rappresenta una forma di inciviltà che limita l’autonomia di chi già affronta quotidianamente difficoltà importanti. È indispensabile che la Polizia Locale rafforzi l’attività di vigilanza e intervenga con tempestività, affinché tali comportamenti non restino impuniti e non diventino una consuetudine tollerata. Un’amministrazione moderna non può permettere che la fruibilità degli spazi pubblici dipenda dalla sensibilità del singolo automobilista.

Oltre agli ostacoli fisici e ai comportamenti scorretti, vi è un ulteriore ambito che richiede attenzione: l’accessibilità per le persone ipovedenti. Nei documenti del PEBA vengono richiamati gli obblighi normativi relativi alla presenza di percorsi tattili, segnaletica dedicata e sistemi di pre-segnalazione negli attraversamenti; eppure, nelle principali aree pedonali della città, tali ausili risultano praticamente assenti. È un vuoto che penalizza una parte della cittadinanza spesso trascurata e che deve essere colmato con urgenza.

Monopoli ha ora l’opportunità, forse irripetibile, di dimostrare che una città può crescere non solo in termini urbanistici, ma anche in termini di civiltà. L’accessibilità non è un optional estetico, né un favore concesso a una minoranza: è un diritto, sancito dalle norme e riconosciuto dalle più avanzate politiche europee sulla qualità dello spazio pubblico.

Per questo, come Monopoli 2030, auspichiamo che l’amministrazione avvii quanto prima il cronoprogramma degli interventi previsti dal PEBA, renda pubbliche le priorità operative, aggiorni senza indugi il Piano Urbano del Traffico e avvii un percorso organico di formazione, sensibilizzazione e controllo.

Solo così Monopoli potrà diventare una città davvero inclusiva, in cui ciascuno possa muoversi in autonomia e sicurezza, e in cui episodi come quello denunciato dal cittadino non rappresentino più la regola, ma l’eccezione.

 

Carlo Carparelli (Referente associazione Monopoli 2030).