Monopoli, erosione costa, Liuzzi e Laneve: “Prolungato immobilismo: così non si può andare avanti”

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“A questo punto, la questione è rimessa al Sindaco”, scrivono i due esponenti della maggioranza. La loro è un’analisi approfondita di tutte le criticità della costa monopolitana. 

Oggi, a circa tre anni dall’avvio del secondo mandato dell’Amministrazione Annese, si è costretti a ribadire una verità scomoda, la città convive ancora con un quadro grave di dissesto idrogeologico ed erosione costiera che non solo non si è ridotto, ma in diversi tratti si è aggravato.

Abbiamo perso una grande opportunità di finanziamento regionale, di diversi milioni di euro, per la mitigazione dell’erosione costiera. Dopo la candidatura, nel procedimento di verifica e soccorso istruttorio, la pratica è sfumata anche per ritardi e anomalie nel circuito delle comunicazioni e dei protocolli. Un danno enorme per Monopoli.

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In questo contesto, la delega “Costa e Demanio” è stata rimessa nelle mani del Sindaco, una scelta dolorosa, ma ritenuta inevitabile. Non perché il problema sia stato ignorato, anzi, si è presa visione degli atti, effettuato sopralluoghi e tentato di trasformare le criticità in interventi. Proprio per questo oggi possiamo parlare con precisione, punto per punto, perché quella realtà è stata osservata, valutata e discussa con tecnici e dirigenti, constatando come, troppo spesso, alla fine, tutto si sia fermato.

Questa è l’eredità che l’Amministrazione Annese si ritrova dal proprio precedente mandato, con criticità diffuse nei seguenti tratti del litorale:

Zona Nord:
Torre Incina
Cala Corvino
Cala Monaci
Cala Susca
Cala Lido Pantano ed ex deposito carburanti

erosioneZona centro abitato:
Dal Castello al Torrione Santa Maria

Zona sud:
Calette tre buchi in località Copacabana
Porto Giardino, crollo delle falesie Cala porto Giardino

Inizio costa bassa, da Lido Azzurro a Sabbiadoro e fino alla fine del territorio monopolitano.

Ad oggi, per i punti sopra citati, non risultano interventi risolutivi. Nella pratica si è proceduto, prevalentemente, con transenne, recinzioni e interdizioni, senza una messa in sicurezza strutturale e senza una programmazione capace di trasformare sopralluoghi e proposte in cantieri. Questo prolungato immobilismo ha fatto sì che, alle criticità già esistenti, si sommassero ulteriori e nuovi incrementi dell’erosione, tra cui:

erosioneeeCala Corvino, ulteriore arretramento di circa 7 metri di arenile. (intervento più volte proposto dal concessionario a propria cura e spese)
Cala Monaci, erosione ulteriormente peggiorata e crescente instabilità dell’accesso alla cala (anche per diversamente abili). La balneazione risulta di fatto compromessa, dell’arenile, sia emerso sia sommerso, restano prevalentemente massi di grossa pezzatura, rendendo impraticabile anche l’accesso con sedia “Job”.
Cala Susca, oltre all’erosione della rampa e della scala di accesso (aggravata anche da uno scarico di acque pluviali), si registra un’ulteriore criticità: smottamento dovuto alla mancata regimentazione idraulica della scarpata sul lato nord e distacco di falesia dalla parete sud, con crollo di trovanti sull’arenile.
Cala Lido Pantano ed ex deposito carburanti arretramento dell’arenile stimato in circa 8 metri (intervento più volte proposto dal concessionario a propria cura e spese). A ciò si aggiunge lo stato di abbandono dell’ex infrastruttura del deposito carburanti, dismessa da decenni. Le forti mareggiate hanno reso l’opera completamente distrutta e divelta, con porzioni che in larga parte risultano riversate in mare. Ne derivano sfabbricidi e materiali con ferri arrugginiti e appuntiti che interessano l’arenile di Lido Pantano e Cala Verdegiglio fino alla radice del braccio del porto, oltre ai fondali antistanti. In particolare, Cala Verdegiglio risulta colpita da una frana da mareggiata, con perdita stimata di oltre 500 mq di suolo in costa alta, con potenziale pregiudizio per la stabilità statica.

Dal Castello al Torrione Santa Maria, la già grave situazione di sgrottamenti, tale da pregiudicare la stabilità statica e strutturale delle infrastrutture sovrastanti (circostanza ben nota anche all’attuale Sindaco, già Assessore ai Lavori Pubblici, che in passato aveva realizzato un intervento puntuale e risolutivo, poi rimasto senza continuità), oggi risulta estesa e aggravata. Criticità, segnalata da numerosi cittadini, anche attraverso i social, coinvolge ormai l’intera passeggiata sotto il lungomare fino all’inizio del cantiere di Porta Vecchia.
Dalla fine sud del cantiere di Porta Vecchia il dissesto della falesia risulta notevolmente aumentato, con lesioni serpeggianti evidenti, per estensione e impatto visivo allarmanti, che si sviluppano lungo la nuova pavimentazione della “passeggiata panoramica” fino alla spiaggia di Cala Cozze.

Proseguendo, tra le poche spiagge libere rimangono Porto Bianco e Porto Rosso, entrambe già gravate da vincolo PG3 (classificazione di rischio idrogeologico che indica aree ad alta pericolosità geomorfologica, spesso interessate da frane quiescenti o comunque suscettibili di instabilità). Nonostante ciò, risultano ancora oggi fruibili da cittadini e turisti, anche in presenza di due enormi grotte che vengono utilizzate, con leggerezza ed in modo potenzialmente pericoloso, come riparo dalla calura.

Sulla scogliera sono inoltre presenti diverse “doline” (pozzi verticali), negli anni inizialmente delimitate con transenne e successivamente sostituite da parapetti in legno. Proseguendo verso sud, Cala Tre Buchi, Copacabana, Cala Colonia (tratto definito “falesia costa alta”) sono presenti numerosi massi instabili a rischio crollo, il disgaggio è stato eseguito solo in parte e risulta necessario completarlo.

Proseguendo da Torre Cintola, dove la Via Traiana e il prolungamento di Via Procaccia fino a Lido Azzurro viaggiano paralleli alla costa. Qui si registrano numerosi punti interessati da crolli, sgrottamenti e sifonamenti. Oltre al pericolo per i bagnanti nella stagione estiva, tali fenomeni potrebbero, in tempi non lontani, compromettere la stabilità della sede stradale, che in quel tratto ingloba tutti i sottoservizi (fogna, acqua, energia elettrica, ecc.). Un eventuale cedimento avrebbe conseguenze gravissime, mettendo a rischio la tenuta stessa del “Capitolo” inteso come contrada e come sistema di attività commerciali e turistiche.

A maggior riprova di quanto affermato, la panoramica curva di Porto Giardino attira inevitabilmente lo sguardo verso il mare, eppure l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla parete verticale che sorregge la strada, o meglio, che la sta ancora sorreggendo, senza che sia chiaro per quanto tempo.

Ad appena 50 metri ancora verso sud c’è stato un crollo enorme, essendo collassata la volta di un immenso pozzo verticale che lambisce la torre di San Giorgio ed arriva fin sotto ed oltre l’attuale strada percorsa attualmente.

Procedendo verso sud si rilevano alcuni interventi realizzati negli anni ’80, dall’allora Provincia di Bari, mediante posa di blocchi lapidei a salvaguardia della viabilità, tuttora presenti e ancora in grado di esercitare la loro funzione.

Dal centro abitato del Capitolo verso sud (spiaggia a falcata fortemente antropizzata) si assiste a una distruzione continua, il mare è arrivato fin sotto i manufatti, recinzioni, viali di accesso, concessioni balneari e proprietà private, spingendosi fino al limite del territorio di Monopoli.

Grazie per il tempo e l’attenzione riservati per questo lungo comunicato, ma entrare nel dettaglio era necessario e doveroso. Solo una ricostruzione puntuale, tratto per tratto, consente di comprendere le ragioni della scelta dell’Assessore e il senso dell’affiancamento, in continuità, del Consigliere.

Data la gravità e la potenziale pericolosità delle criticità descritte, era altresì doveroso attenzionare la cittadinanza con chiarezza e completezza, evitando sintesi che avrebbero ridotto la portata reale del problema. La conoscenza diretta delle aree, la perseveranza nel monitoraggio politico e la ricerca di soluzioni immediate si sono scontrate nel tempo con una persistente inoperatività, portando alla consapevolezza che, in queste condizioni, non è possibile operare con efficacia e responsabilità.

La scelta è voler dare un segnale forte, non possiamo gestire la costa solo con emergenze, transenne e chiusure. Se mancano persone, risorse e strumenti, e se perfino un bando da milioni di euro si perde per inefficienze nel circuito protocollare, significa che così non si può andare avanti.

Adesso serve chiarezza e responsabilità, ricostruire cosa è accaduto, spiegare ai cittadini cosa non ha funzionato e mettere in campo un’organizzazione vera (personale, mezzi, programmazione, tempi certi).

La costa non aspetta e Monopoli non può permettersi altre occasioni perse né un litorale lasciato alle sole emergenze, soprattutto quando gli effetti non dipendono solo da ciò che accade “sul fronte mare”, ma anche da equilibri che si muovono altrove e prima, percorsi, deflussi e sbocchi che, se non governati, finiscono per presentare il conto proprio dove il mare arriva per primo.

A questo punto, la questione è rimessa al Sindaco, al quale è stata restituita la delega. La presente relazione, articolata e puntuale, intende offrire una ricognizione tecnica e oggettiva dello stato dei luoghi, affinché chi sarà chiamato ad assumere le necessarie decisioni, possa disporre di un quadro chiaro e completo, utile a orientare gli interventi più opportuni nell’interesse della città e della tutela del territorio.

La salvaguardia della costa rappresenta, infatti, un’esigenza prioritaria e non più rinviabile. La mancata adozione di adeguate misure di tutela, esporrebbe il territorio a conseguenze di natura ambientale, a criticità sotto il profilo della sicurezza e a ricadute negative sul piano turistico ed economico.

Questo documento si propone, pertanto, come uno strumento conoscitivo e operativo, finalizzato a restituire con chiarezza la reale condizione dei luoghi e a favorire ogni successiva valutazione. Resta, da parte nostra, piena disponibilità al dialogo istituzionale e alla collaborazione, nella convinzione che solo attraverso un confronto serio e responsabile sia possibile individuare e attuare le strategie più efficaci per la tutela e la valorizzazione del territorio.

Assessore Vincenzo Laneve
Consigliere Comunale Marina Liuzzi