Monopoli, Lacatena in consiglio comunale, l’opposizione: “Legittimo il nostro sospetto di una precampagna elettorale”

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ph. di archivio
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Stefano Lacatena ha relazionato sulla legge regionale n.36 del 19 dicembre 2023, che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia. I consiglieri di minoranza: “Ha una storia profondamente legata all’imbarbarimento cementizio di Monopoli. Risulta quantomeno inopportuno che parli di risparmio di suolo, tra i pregi della sua legge, in riferimento alla nostra città e che offenda la storia urbanistica della “Primavera Pugliese”, autoproclamandosi unico e solo innovatore”.

Quello andato in scena lo scorso venerdì 14 marzo è stato un Consiglio comunale davvero particolare. La massima assise cittadina non si riuniva da più di 80 giorni.
Come opposizione avevamo chiesto che si potesse fare un question-time, un Consiglio in cui poter rivolgere domande e mettere l’Amministrazione nelle condizioni di socializzare le scelte operate sulla città. Consenso negato perché in opposizione siamo in 4 e il numero minimo per farne richiesta è di 5. Quasi inutile dire che si tratta di un esercizio compresso e distorto della democrazia.

Torniamo alle stranezze. Dopo la ratifica di un debito fuori bilancio, disposto in Giunta per somma urgenza, e dopo aver sottolineato da parte nostra che non diventi un’abitudine quella della Giunta di sostituirsi al Consiglio, si deve ragionare sulla richiesta fatta dalla ditta Mare Gioioso di realizzare un ampliamento del corpo di fabbrica, in aderenza con una proprietà del Comune. Nel dibattito scatta la solita critica alla minoranza, sul suo presunto sfavore nei confronti dell’imprenditoria privata, a causa di due nostre richieste: quale l’interesse pubblico difeso dall’Amministrazione e se vi fosse conoscenza dello stato di degrado in cui versa la proprietà comunale a cui dovrebbe aderire l’ampliamento oggetto di delibera.

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Nelle accuse della maggioranza la solita spocchia. Nella risposta del Sindaco Annese la solita evasività. L’interesse pubblico è favorire tout court le aziende del territorio perché la loro prosperità significa più lavoro, senza mai dare un dato concreto su quali siano i livelli di occupazione, la qualità del lavoro, dei contratti e della retribuzione.

Ci sembra superfluo ribadire che ci troviamo di fronte alle macerie della politica intesa come difesa del bene comune. A Monopoli si fa spazio, da tempo, una politica che pensa di rappresentare il pensiero dei cittadini o meglio di far diventare il proprio pensiero, guidato da interessi vari, quello dei cittadini.

lacatena e1689340841595La lectio magistralis

Dopo quasi 3 ore di Consiglio,fa il suo ingresso tra i banchi della Giunta, senza neppure essere annunciato dal Vice-Presidente del Consiglio, il consigliere regionale Stefano Lacatena pronto a relazionare sulla legge regionale n.36 del 19 dicembre 2023,che disciplina gli interventi di ristrutturazione edilizia e che,per certi versi, sostituisce la legge nota come “Piano Casa”.

Della sua presenza aveva informato i capigruppo, omettendo che avrebbe parlato del disposto normativo, un elemento di secondo piano rispetto a ciò che si doveva deliberare e cioè la perimetrazione degli ambiti urbani in cui eventualmente applicare la legge.

24 minuti e 49 secondi di intervento.

Una partecipazione, quella di Lacatena, forzata dall’Amministrazione, data la inessenzialità della relazione al fine del voto di delibera e la presenza dell’Assessore all’urbanistica Palmisano e del Dirigente D’Onghia. Legittimo il nostro sospetto di una precampagna elettorale a beneficio del Consigliere regionale.

L’avv. Lacatena, pur avendo rigenerato il lessico con giravolte che vanno da “cambio di paradigma” a “centralità dell’uomo” fino a “umanesimo dell’urbanistica”, ha una storia profondamente legata all’imbarbarimento cementizio di Monopoli. Risulta quantomeno inopportuno che parli di risparmio di suolo, tra i pregi della sua legge, in riferimento alla nostra città e che offenda la storia urbanistica della “Primavera Pugliese”, autoproclamandosi unico e solo innovatore.

Aggiungere nuove norme edificatorie senza alcuna verifica di quali criticità siano emerse in 15 anni di attuazione del vigente Piano Urbanistico Generale, dice molto sull’estemporaneità con cui si pianifica e di come sia corta la visione di sviluppo.

Peraltro, un inganno sotteso alla legge è quanto rilevato dal consigliere Martellotta e cioè che la legge consente solo formalmente di agire anche nei contesti agricoli, perché poi il combinato di più articoli di norme sovraordinate lo impediscono. E allora, converrebbe che i cittadini che risiedono nell’agro ne siano informati e non gli si dica una finta verità.

Peccato però che il consigliere Martellotta, per dovere di scuderia, non abbia portato a termine il suo pensiero votando favorevolmente il deliberato.

A chiudere, il simpatico siparietto dei tanti che, dai banchi della maggioranza e con in capo il Sindaco, hanno sentito il bisogno di difendere la presenza del Consigliere regionale, sottolineandone l’autorevolezza e scusandosi con lui per non avergli garantito la calorosa accoglienza che, a loro dire, avrebbe meritato. Amichettismo che racconta di relazioni chiuse e interessate.

I Consiglieri comunali:

Maria Angela Mastronardi
Angelo Papio
Silvia Contento
Pietro Brescia