Monopoli, Legambiente: “Questo oleodotto non è sostenibile. Nessuna compensazione può rendere accettabile un progetto che non lo è”

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ph. Legambiente
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“Il futuro della costa di Monopoli non può essere deciso prima e discusso con i cittadini dopo”, scrive l’associazione ambientalista in una nota alla stampa.

Quanto sta accadendo a Monopoli conferma un rischio che Legambiente denuncia da tempo: trasformazioni strategiche del territorio costruite per passaggi successivi, mentre il confronto pubblico arriva quando alcune scelte sono già state compiute.

Questo oleodotto non è sostenibile. Il progetto che intende realizzare il Gruppo Marseglia è una struttura ritenuta strategica dall’azienda che potrebbe avere un impatto devastante sul territorio, grazie anche al “silenzio assenso” dell’Amministrazione comunale.

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Secondo il progetto, le biomasse giungerebbero via mare nei pressi del molo di Tramontana, già scalo merci e croceristico, per essere inviate, attraverso grandi tubature che percorreranno una parte fortemente antropizzata della città, nella zona industriale, dove è in corso la realizzazione un impianto di serbatoi in un ormai ex uliveto nei pressi dell’azienda.

Il parco serbatoi è stato autorizzato attraverso la ZES. Lo stesso proponente lo indica come primo tassello di un sistema più ampio che comprende pipeline, sea line e campo boe. Qui è evidente l’uso distorto della ZES: la semplificazione diventa uno strumento per realizzare a pezzi un progetto che dovrebbe essere valutato nel suo insieme, soprattutto quando la Regione Puglia ha espresso due pareri non favorevoli nell’attuale procedimento di VIA per evidenti criticità ambientali.

Nel procedimento, poi, non risultano osservazioni dell’Amministrazione né una posizione politica contraria. Il silenzio assoluto verso un’opera che comporterà interventi invasivi al tessuto urbano e alla qualità della vita è assordante.

Preoccupanti anche le parole del sindaco Angelo Annese che ha dichiarato di discutere delle compensazioni solo in caso di approvazione, quando di queste questioni persino la Legge chiarisce che si dovrebbe discutere prima per il bene della collettività. Un principio deve essere chiarissimo: nessuna compensazione può rendere accettabile un progetto che non lo è. Prima vengono la prevenzione degli impatti, la valutazione delle alternative e anche la possibilità di non realizzare l’opera.

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Oleodotto

Per Legambiente Puglia e Legambiente Monopoli il giudizio resta quindi nettamente negativo. La riduzione drastica del traffico pesante su gomma non basta affinché un progetto sia considerato sostenibile: bisogna mettere sul piatto anche l’occupazione del mare, gli habitat protetti, i rischi connessi alla movimentazione delle sostanze, gli effetti paesaggistici e gli impatti cumulativi con le attività industriali e marittime già presenti. Qualunque intervento in quest’area necessita di un lavoro di concertazione, confronto e condivisione di intenti tra le varie parti, per permettere la sussistenza di ognuno e l’equilibrio tra i vari attori. Necessario quindi un approccio multilivello e congiunto con gli interessi della città e dei cittadini.

Chiediamo quindi al Comune di assumere una posizione chiara e al Ministero di valutare l’intervento nella sua interezza, tenendo conto del parere negativo della Regione e del legame funzionale tra il parco serbatoi già autorizzato e le nuove infrastrutture previste. La semplificazione amministrativa non può diventare semplificazione della tutela ambientale. E il futuro della costa di Monopoli non può essere deciso prima e discusso con i cittadini dopo.

Legambiente