Monopoli, lo sfogo di una lettrice: “Allontanata da un locale dicendomi che puzzo”

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“Credo che voi possiate lanciare un bel messaggio di comprensione. Spero che qualcuno capisca la sofferenza e la rabbia di chi già soffre di suo”, scrive la donna.

Ieri ho scritto una frase. Vorrei solo che facciate capire alla gente che non è modo di trattare le persone malate. La mia frase di rabbia è stata questa: “Ci lamentiamo delle discriminazioni razziali, quando poi c’è chi con apparente gentilezza allontana (caccia) dal suo locale chi, per assunzione di medicinali, emana degli odori sgradevoli. Ricordatevi che non tutti siamo sani. Ricordatevi che chi è malato comprende, chi non lo è lo comprenderà”.

Questa rabbia è stata scaturita quando ieri mi hanno cacciata da un luogo pubblico dicendomi che puzzo di urina e di non andare più perché i clienti si lamentano. Io non vado mai premetto, è capitato ieri. Sono medicinali salva vita che mi fanno emanare questo odore. Credo che voi possiate lanciare un bel messaggio di comprensione. Spero che qualcuno capisca la sofferenza e la rabbia di chi già soffre di suo.

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Lettera firmata