Monopoli, mozione di Manisporche e Spazio Civico: “Salario minimo di 9 euro l’ora”

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Si tratta, spiegano i consiglieri, di avviare un percorso per garantire ai dipendenti del Comune di Monopoli e a coloro che lavorano in appalti comunali, un salario minimo di 9 euro l’ora.

 
In qualità di consiglieri comunali crediamo sia importante e responsabile che il Sindaco, la Giunta e il Consiglio assumano impegni precisi su materie non solo di carattere locale. Lo abbiamo già fatto con la mozione sull’emergenza abitativa e il fondo sostegno affitti, e poi con la risoluzione contro l’autonomia differenziata – con queste parole i tre consiglieri di opposizione Contento, Mastronardi e Papio – annunciano di aver protocollato il 6 giugno scorso una mozione per il salario minimo, affinché sia presentata e discussa durante il prossimo Consiglio comunale.
contento papio mastronardiL’idea di fondo della mozione è quella di garantire la dignità dei lavoratori, attraverso il riconoscimento di un salario minimo orario – spiega la consigliera Silvia Contento – si tratta di avviare un percorso per garantire ai dipendenti del Comune di Monopoli e a coloro che lavorano in appalti comunali, un salario minimo di 9 euro l’ora.
Vi è una povertà lavorativa sempre più diffusa, una condizione in cui il salario non consente ai lavoratori di sostenere condizioni di vita dignitose. Alcuni dati Istat – precisa la consigliera Mariangela Mastronardi – testimoniano che tali rapporti di lavoro, con retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi, rappresentano quasi un quinto del totale e coinvolgono circa 4 milioni di lavoratori.
La Carta costituzionale afferma il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro, ma il testo presentato in Parlamento – commenta il consigliere Angelo Papio – che proponeva un trattamento orario non inferiore a 9 euro lordi, è stato integralmente snaturato da un emendamento della maggioranza di destra che, nei fatti, ne ha impedito la discussione dei contenuti.
Differentemente dal Governo nazionale, il Consiglio regionale pugliese, il 4 giugno, ha approvato con voto unanime, la proposta di legge contenente le disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici di appalto o di concessione, eseguiti su tutto il territorio regionale. Di fatto, la prima legge sul salario minimo negli appalti pubblici. Quello Regionale è un provvedimento per dire basta alle giungle retributive e alla concorrenza sleale determinata dall’applicazione di contratti di lavoro, con riduzione dei costi e delle garanzie di sicurezza, sottoscritti da organizzazioni datoriali e sindacali scarsamente rappresentative, in danno delle aziende più virtuose e rispettose delle regole. Noi, sulla scia di quel testo – spiegano i tre consiglieri – abbiamo presentato una mozione che chiede al Sindaco e all’Amministrazione di raggiungere l’obiettivo di un salario minimo di 9 euro l’ora per tutti i dipendenti del Comune di Monopoli e per coloro che lavorano in un appalto comunale. Contestualmente, il documento impegna l’Amministrazione a sostenere, in tutte le sedi opportune, ogni azione che possa portare
all’approvazione di una proposta di legge nazionale che preveda, appunto, che il trattamento economico minimo orario non possa essere inferiore a 9 euro lordi.
La mozione – concludono – accende un faro su ciò che si fa finta di non vedere, ovvero lo sfruttamento diffuso dei lavoratori, ricordando che il lavoro povero, oltre a ledere la dignità della persona, indebolisce pure tutta la società estromettendo dalla circolarità dell’economia quei lavoratori con un ridotto potere di acquisto.
Maria Angela Mastronardi Angelo Papio (del movimento “Manisporche”)
Silvia Contento (della lista “Spazio Civico”)

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