Monopoli, nasce il Comitato “Vota no per difendere Giustizia, Costituzione e Democrazia”

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Una rete formata da cittadini, associazioni e realtà sociali che si oppone alla riforma costituzionale della magistratura e sostengono le ragioni del No nel referendum costituzionale

 Si costituisce a Monopoli il Comitato “VOTA NO PER DIFENDERE GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA”, una rete pluralista di cittadini, associazioni e realtà sociali che si oppongono alla riforma costituzionale della magistratura, sostengono le ragioni del NO e che nei prossimi mesi si impegnerà nella campagna referendaria relativa ai temi della giustizia.

La riforma non riguarda soltanto la “separazione delle carriere”: ridefinisce in profondità l’assetto di garanzia previsto dalla Costituzione, indebolendo il CSM, l’organo di autogoverno della magistratura e modificando gli equilibri tra i poteri. L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio, ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e i cittadini siano uguali davanti alla legge.

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Screenshot 2026 01 30 111810Per il Comitato, questo è un punto cruciale: toccare i contrappesi significa indebolire la tutela dei cittadini. Il timore principale è rappresentato dal rischio, lento ma inesorabile, di un ritorno al passato, quando la vita professionale dei magistrati dipendeva dall’esecutivo: un assetto che ha caratterizzato stagioni storiche in cui le garanzie democratiche venivano progressivamente svuotate.

Inoltre, la riforma non risolve i problemi reali della giustizia (tempi dei processi, organici, risorse): il dibattito pubblico degli ultimi giorni e gli stessi estensori della riforma hanno riconosciuto che non è una modifica costituzionale a rendere i processi più rapidi.

Valentino Lenoci
Valentino Lenoci

Il Comitato “VOTA NO PER DIFENDERE GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA” sarà attivo in città con iniziative pubbliche, informazione e confronto, per promuovere una scelta consapevole.

Referente cittadino del Comitato è il dott. Valentino Lenoci, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione.