Monopoli, rifiuti speciali in cava. La ricostruzione dei fatti dell’avvocato

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Il legale dei proprietari della cava chiarisce una serie di aspetti e puntualizza: “Non erano rifiuti pericolosi”. 

Rifiuti speciali smaltiti tramite tombamento, arriva la ricostruzione dei fatti del legale dei proprietari della cava a Monopoli, l’avvocato Giuseppe Carbonara che tiene a chiarire alcuni aspetti.

La cava è stata posta sotto sequestro ad aprile 2024 e da qualche giorno, come si legge in una nota diffusa dalla Capitaneria di porto, dopo le operazioni di bonifica del sito, è stata dissequestrata.

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cava44Tutto però parte prima, quando l’11 agosto del 2023 era in servizio un solo dipendente. Alla cava – spiega il legale – arriva un primo camion per smaltire del materiale, viene mostrato il formulario e il camion procede con lo scarico. Una operazione questa che normalmente si svolge alla presenza di più dipendenti che in quel giorno non c’erano vista l’imminente chiusura per ferie dell’attività.

Una volta scaricate 53 tonnellate di materiale, il dipendente della cava si accorge che c’è qualcosa che non va e che ciò che era stato conferito non corrispondeva a quanto indicato nel formulario cioè residui di rocce e materiale di risulta. A quel punto l’operaio allerta l’amministratore che si reca sul posto e in quel frangente arriva un secondo camion dello stesso genere del primo. Mentre l’amministratore stava parlando con colui che intendeva conferire gli altri rifiuti è sopraggiunta in contemporanea anche la Capitaneria di Porto per i controlli.

“I rifiuti – ribadisce il legale- erano speciali, ma non pericolosi e non erano stati tombati come erroneamente si è detto, ma erano appena stati scaricati da un solo camion. Quando è arrivata la Capitaneria, l’amministratore stava parlando con il camionista del secondo carico di rifiuti per far sì che portasse indietro il primo carico da poco scaricato”.

Ad aprile di quest’anno poi c’è stato il decreto di perquisizione e di sequestro dell’area per lo svolgimento delle attività di indagine. In loco – spiega Carbonara – anche la persona informata dei fatti che aveva indicato un punto preciso nel quale, a suo dire, erano stati tombati altri rifiuti speciali. “Sbancando 6mila metri cubi di terra in qualche giorno e spingendosi fino a 10 metri di profondità – conclude l’avvocato – sono stati rinvenuti solo 5kg di pezzi di tegole contenenti una bassa quantità di amianto, inferiore al 3%”.

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