Monopoli, salta la data di Porto Rubino, “Censura verso le sonorità arabe”. SI: “Chiarimenti urgenti”

74
Ph. archivio
adv

“Quando ti senti dire che questi cantano in marocchino (riferimento ad Acid Arab, ndr) non posso che dire grazie al comune di Fasano che in dodici giorni ha deciso di accoglierci a Savelletri. Mi sono arrabbiato molto, ci lavoravo da mesi e alla fine ti viene imposta una scelta e il direttore artistico è contestato; noi siamo accoglienza e fratellanza e qui c’è stata una censura”, ha dichiarato Rubino a SkyTg24. La richiesta di chiarimenti di Sampietro, segretario di Sinistra Italiana.

Quando ieri mattina, in conferenza stampa a Milano, Renzo Rubino annunciava le date dell’edizione 2026 della manifestazione “Porto Rubino” senza includere Monopoli, la sorpresa non era poca.

Il festival, ormai molto rinomato e contraddistinto dalla volontà di valorizzare mare e porti della Puglia, è stato fortemente voluto dal Comune di Monopoli che l’ha intercettato nel 2022 e ospitato ininterrottamente fino al 2025, anno in cui ha concesso all’iniziativa un contributo economico di 30.000 euro.

adv

Nel corso della BIT di Milano, lo scorso febbraio, la collaborazione è stata siglata come uno dei punti di forza dell’estate 2026, mentre negli atti di programmazione veniva confermato l’impegno economico dell’anno precedente. Sentir parlare, ieri, di Taranto, Savelletri e Otranto è stato quantomeno strano.

Le prime voci riferivano di un frettoloso spostamento della data del 16 luglio da Monopoli a Savelletri, deciso non più di 15 giorni fa. Dalla stampa di settore e da quella nazionale sono poi emersi non solo altri dettagli di questo frettoloso spostamento, ma anche altre informazioni, incluse le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Renzo Rubino in un’intervista alla sezione spettacoli di Sky Tg24.

“Nonostante tutto c’è un filo di melanconia nel tuo sorriso. In primis desidero ringraziare i Comuni che hanno aderito, non mi hanno mai chiesto niente e si sono fidati. Dodici giorni fa doveva essere Monopoli e non Savelletri, avevamo fatto una riunione con un cast approvato, con una scaletta elettronica e una sua identità. Mi hanno detto che non si poteva più fare perché il cast non era gradito. Io ascolto i consigli, ma quando ti senti dire che questi cantano in marocchino (riferimento ad Acid Arab, ndr) non posso che dire grazie al comune di Fasano che in dodici giorni ha deciso di accoglierci a Savelletri. Mi sono arrabbiato molto, ci lavoravo da mesi e alla fine ti viene imposta una scelta e il direttore artistico è contestato; noi siamo accoglienza e fratellanza e qui c’è stata una censura. Ho chiesto di farlo comunque senza il contributo del comune né l’esposizione del logo ma non è stato possibile. E poi leggo che un politico di Monopoli il 25 aprile posta sui social Faccetta Nera aggiungendo che per lui non è un giorno da festeggiare. A Savelletri troveremo un pubblico abituato alla musica che porteremo.”

Dichiarazioni abbastanza pesanti che, nuovamente, fanno ritornare Monopoli sulle pagine dei giornali locali e nazionali per aspetti non certo positivi. E che aprono la porta a scenari davvero inquietanti, a fronte dei quali non possiamo non chiedere all’Amministrazione chiarimenti rapidi e urgenti.

Innanzitutto, di conoscere quali siano i motivi che hanno portato alla rinuncia a una manifestazione di tale spessore. Considerando che “Acid Arab” è un progetto musicale francese che mescola musica elettronica di stampo europeo con le tradizioni musicali di Africa e Medio Oriente, ormai punto di riferimento del settore, che ha chiuso la data del Locus festival dello scorso 15 agosto, davanti ad oltre 6.000 persone.

Inoltre, di sapere perché l’Amministrazione non ha ritenuto opportuno informare i cittadini della scelta di rinunciare a “Porto Rubino”; scelta di cui siamo venuti a conoscenza attraverso la conferenza stampa degli organizzatori, esponendo tra l’altro il Comune di Monopoli a una nuova brutta figura.

L’utilizzo delle risorse pubbliche prevede responsabilità nel loro impiego, ma anche chiarezza nelle scelte di fronte ai monopolitani. La selezione delle manifestazioni, inoltre, deve seguire dei parametri di rispetto e di fiducia vicendevole, cosa che ci sembra del tutto mancata in questo caso, a fronte di una proposta musicale indiscutibile.

Non si può ospitare una manifestazione inclusiva e di contaminazione musicale, e poi impedirle di svolgerle il proprio lavoro. Ancora di piùnon può farlo una città come Monopoli, che da anni ospita turisti di ogni nazionalità. In attesa che anche questa nuova, ennesima, incresciosa situazione venga chiarita, desideriamo esprimere (da monopolitani) la nostra piena solidarietà a Renzo Rubino per l’accaduto.

Domenico Sampietro
Segretario Sinistra Italiana Monopoli