Monopoli, stretta su tavolini e dehors abusivi: 2 sanzioni in poche ore

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Ph. archivio di Giovanni Barnaba
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Proseguono i controlli della Polizia Locale a tutela della sicurezza stradale e urbana e per garantire decoro e vivibilità dei residenti. 

Stretta su tavolini e dehors abusivi a tutela della sicurezza urbana: proseguono i controlli della Polizia Locale di Monopoli che da inizio 2025, a tutela della sicurezza stradale e urbana e per garantire il decoro e la vivibilità soprattutto dei residenti, ha contestato 49 sanzioni per occupazione abusiva del suolo pubblico.

Sanzionati, nelle ultime ore, due dehors di pertinenza di pubblici esercizi, siti in zona centrale, a cui nn è stata rilasciata autorizzazione per il corrente anno.
La violazione comporta la segnalazione alle autorità competenti per applicazione delle sanzioni accessorie.

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Il comandante Petroni

Qualora viene accertata l‘occupazione di suolo da parte di esercizi di commercio o pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande -spiega il comandante del corpo Saverio Petroni -le stesse autorità possono disporre la chiusura dell’esercizio fino al pieno adempimento dell’ordine del ripristino dello stato dei luoghi e del pagamento delle spese, se sostenute dalla pubblica amministrazione, o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni (legge 94 2009)
Infine, il comma 18 dispone che gli operatori che hanno accertato la violazione dell’occupazione abusiva di suolo pubblico per fini commerciali, devono trasmettere copia del verbale elevato al Comando della Guardia di Finanza competente per territorio, ai sensi dell’art. 36, del D.P.R. 600/73[2], che stabilisce “I soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attività ispettive o di vigilanza nonchè gli organi giurisdizionali, requirenti e giudicanti, penali, civili e amministrativi e, previa autorizzazione, gli organi di polizia giudiziaria civili e amministrativi che, a causa o nell’esercizio delle loro funzioni, vengono a conoscenza di fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie devono comunicarli direttamente ovvero, ove previste, secondo le modalità stabilite da leggi o norme regolamentari per l’inoltro della denuncia penale, al comando della Guardia di finanza competente in relazione al luogo di rilevazione degli stessi, fornendo l’eventuale documentazione atta a comprovarli”.