Da un mese in attesa di un certificato: “Cosa fanno in orario di lavoro i dipendenti comunali?”

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La sede degli uffici comunali di via Munno (ex Tribunale)
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una cittadina indirizzata al sindaco di Monopoli. “Abbiamo il diritto di accedere ai servizi, di ricevere informazioni e di essere trattati in maniera rispettosa ed educata”, scrive la signora Leoci. 

Caro Sindaco Angelo Annese,
devo esprimerle tutte la mia rabbia per come noi cittadini veniamo trattati quando andiamo agli uffici del comune per un servizio. Da un mese sto cercando di richiedere un certificato anagrafico: a metà febbraio sono stata su appuntamento agli uffici dell’ex tribunale per richiedere il certificato storico di famiglia e l’addetta voleva sapere da me come avrebbe dovuto fare per darmi questo certificato. Lei che ci lavorava non lo sapeva.

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Foto di archivio

Pago le marche da bollo, dagli uffici dell’ex tribunale mi mandano al municipio, dal municipio agli uffici dell’ex tribunale, fino a quando vengo mandata via con la promessa che mi avrebbero richiamata a breve per il rilascio del certificato. Passano giorni e settimane senza ricevere notizie, ogni volta che cerco di chiamare gli uffici non mi rispondono. Dopo mille telefonate, pochi giorni fa, finalmente qualcuno mi risponde e mi dice di presentarmi lunedì, oggi, all’ufficio anagrafe. Oggi arrivo all’ufficio anagrafe sotto la grandine, chiedo di poter entrare e mi dicono in maniera sgarbata che oggi non è giorno di apertura dell’ufficio e non mi danno notizie su quando posso tornare. Ma è possibile tutto questo, signor Sindaco?

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I dipendenti comunali sono pagati per dare un servizio ai cittadini, e oggi più del solito, a causa del covid, si nascondono dietro la chiusura degli uffici per non accogliere i cittadini. Non si può entrare, non rispondono al telefono, se rispondono non riescono a dare informazioni. Ma cosa fanno allora in orario di lavoro queste persone? Questa è interruzione di un pubblico servizio, ed è molto grave. E lei, caro Sindaco, ha la responsabilità morale e penale se questa interruzione avviene. Noi cittadini abbiamo il diritto di accedere ai servizi, di ricevere informazioni e di essere trattati in maniera rispettosa ed educata. Ogni volta che abbiamo bisogno di qualcosa, invece, veniamo trattati dai dipendenti pubblici come scocciatori e disturbatori, sempre ammesso che riusciamo a parlare con qualcuno. E intanto è passato un mese, ho pagato le marche da bollo e ancora non ho il certificato che mi serviva con urgenza.
Paola Leoci