Monopoli, un insegnante: “Genitori indignati, ma primi a spalleggiare i figli: parole di questi giorni frutto di ipocrisia di fondo”

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“Questi genitori invece di aiutarci nell’educare gli alunni al rispetto verso l’altro, all’inclusione, allo smussare gli aspetti difficili del carattere di ognuno per accogliere meglio l’altro, ci fanno percepire che sono loro stessi a spalleggiare i propri figli; sono proprio loro ad abbassarsi ad un livello adolescenziale invece di accompagnare noi docenti nel percorso di crescita che non è affatto esclusivamente didattico”, scrive un professore di Monopoli. 

Nei colloqui con i genitori in corso in questi giorni emerge chiaramente la forte preoccupazione per quelle che sono le dinamiche di gruppo (dal vivo e tramite smartphone) che riguardano i loro figli e soprattutto la richiesta fatta alla scuola di monitorare meglio queste dinamiche.

Purtroppo però poi questi genitori sono praticamente gli stessi che, invece di aiutarci nell’educare gli alunni al rispetto verso l’altro, all’inclusione, allo smussare gli aspetti difficili del carattere di ognuno per accogliere meglio l’altro, ci fanno candidamente percepire che sono loro stessi a spalleggiare i propri figli nei contrasti che inevitabilmente avvengono in un gruppo classe; sono proprio loro ad abbassarsi ad un livello adolescenziale invece di accompagnare noi docenti nel percorso di crescita che non è affatto esclusivamente didattico.

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Queste problematiche delicate si cercano di risolvere se si crea una rete di supporto tra famiglie, scuola e figure specifiche nell’ambito psicologico e pedagogico e non cercando di intervenire in difesa dei propri figli autonomamente e in maniera inadeguata oppure scaricando completamente tutta la responsabilità delle problematiche di questo tipo alla scuola.
Ci tocca purtroppo constatare che tutti i fiumi di parole spesi in questi giorni dai genitori indignati e preoccupati per quanto accaduto in città, sono in realtà frutto di una ipocrisia di fondo e ahimè di tanta ignoranza e incoerenza tra quello che si dice e si scrive e quello che invece è il comportamento reale.
Siamo sempre bravi e pronti nell’additare gli altri, ma alla fine questi “altri” siamo comunque tutti noi.
Si predica bene ma si razzola molto male!

Lettera firmata da un insegnante