Monopoli, Usppi e primari del S. Giacomo con Sansonetti. Le accuse? “Spettacolo indecoroso”

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Ph. di archivio in occasione dell'inaugurazione della nuova tac in Radiologia
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La clamorosa “levata di scudi” di alcune sigle sindacali appare pretestuosa, irragionevole e distruttiva, scrivono i medici dell’ospedale. 

Nel braccio di ferro tra i sindacati della sanità e il direttore sanitario del S. Giacomo c’è un nuovo capitolo. Fino a ieri Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials lamentavano locali non a norma per quanto riguarda il servizio Scap e per la Guardia Medica, il primo dei quali spostato nei pressi del pronto soccorso in una stanza piccola e poco areata. Oggi a dare sostegno al direttore sanitario del S. Giacomo Alessandro Sansonetti che aveva preso la decisione  di spostare quei servizi per allestire in quegli ambienti 8 posti letto per i pazienti Covid asintomatici, entrano in scena i primari dell’ospedale e anche il sindacato Usppi.

E’ proprio la segreteria regionale a scrivere una nota nella quale si legge: “L’Usppi resta allibita per l’indecoroso spettacolo che si sta offrendo della Sanità pubblica pugliese e non di certo per quanto sta operando lo stesso direttore sanitario, dott. Alessandro Sansonetti che, in piena pandemia, sta cercando di mettere una pezza alla mancanza di posti letto per pazienti covid”.
“E’ certo, si legge ancora, che qualcuno vuole colpire un direttore scomodo che fin dall’inizio del suo mandato ha garantito legalità e imparzialità”.

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paolo comes sansonetti pierro
ph di archivio

Oltre a questa nota, sempre nella giornata di oggi i primari del locale ospedale hanno sottoscritto un documento inviato ai vertici Asl, allo stesso direttore Sansonetti e al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano esprimendo, così come è scritto, “decisa contrarietà alle iniziative assunte pubblicamente da alcune sigle sindacali contro il riordino in atto”.

I medici dunque sono con Sansonetti e aggiungono nel lungo atto: “riteniamo che le iniziative intraprese dal direttore vadano nella giusta direzione. Non si ravvisa la volontà di sopprimere servizi territoriali come Scap e Guardia Medica, ma si tende ad una loro rimodulazione logistica al fine di renderli più fruibili e consoni alla loro funzione e pertanto la clamorosa “levata di scudi” di alcune sigle sindacali appare pretestuosa, irragionevole e distruttiva. (…) Gli scriventi  non possono più tacere di fronte a tanta irresponsabilità spregiudicatezza da parte dei sindacati, perchè le vere vittime di queste iniziative false e fuorvianti sono gli utenti, gli stessi che quotidianamente cerchiamo di assistere, supportare e curare”.