Morto dopo un tuffo dalla scogliera, chi era Francesco. Il sindaco: “Ora è il momento del silenzio”

2280
ph. dal profilo Instagram di Francesco Aronica
adv

Con un gruppo di 7 amici da qualche giorno era in vacanza in Puglia. Un B&B prenotato in Salento, a Santa Cesarea Terme e la voglia, da lì, di visitare la Puglia. Ieri, la tappa prescelta è stata Polignano a Mare.

Il mare lo aveva negli occhi. E lo aveva anche fotografato, poco prima di quel tuffo che si è rivelato mortale. Francesco Aronica, che 23 anni li avrebbe compiuti a settembre, era un ragazzo siciliano, di Aci Castello. Uno sportivo, giocatore di football americano, amante dei viaggi che raccontava nel suo profilo social.
Con un gruppo di 7 amici da qualche giorno era in vacanza in Puglia. Un B&B prenotato in Salento, a Santa Cesarea Terme e la voglia, da lì, di visitare la Puglia. Ieri, domenica 17 agosto la tappa prescelta è stata Polignano a Mare.

Il gruppo ha raggiunto Lama Monachile, attratto dalla bellezza selvaggia di quel lembo di costa a sud di Bari, caro a Domenico Modugno. È stato il solo della comitiva a tuffarsi dalla scogliera, da un’altezza di circa 6 metri. Ma quel tuffo che doveva essere libertà e leggerezza si è trasformato in tragedia.  Ciccio, così come lo chiamavano tutti, ha perso la vita proprio lì, tra quelle rocce e in quel mare.

adv

Nel salto, eseguito dal lato opposto rispetto a quello dal quale, da una pedana, si tuffano gli atleti che partecipano al campionato mondiale di tuffi organizzato dalla Red Bull, il giovane ha sbattuto violentemente la testa contro uno scoglio nascosto sotto il pelo dell’acqua, perdendo conoscenza.

polignano lama monachileSubito è scattata la macchina dei soccorsi, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, anche un elicottero, il personale sanitario del 118. Lucidità, concentrazione e concitazione in quei momenti per cercare di salvare la vita a questo giovane turista. Dopo aver stabilizzato il ragazzo in loco, la corsa in ambulanza verso l’ospedale San Giacomo di Monopoli, sotto l’assistenza continua dei soccorritori durante il tragitto, perché continuassero a usare il defibrillatore, tentando di tenerlo in vita.

Anche in ospedale altri tentativi di strapparlo alla morte, con le manovre di rianimazione che proseguono a lungo, ma niente: il ragazzo non ce la fa. All’esterno dell’ospedale, tra il Pronto Soccorso e l’obitorio, si radunano i suoi amici, sguardi bassi, il volto rigato dalle lacrime sulla salsedine, alcuni si stringono come a farsi forza per cercare di sopportare meglio il dolore.

vito carrieri sindaco
Vito Carrieri

Non torneranno in Salento, il Comune di Polignano ha cercato per loro una soluzione provvisoria per trascorrere la notte, nel frattempo che i loro genitori arrivino a prenderli. La salma del ragazzo è rimasta a Monopoli fino allo svolgimento della perizia medico legale, terminata nel primo pomeriggio di oggi, 18 agosto. Solo dopo è stato concesso il nulla osta per il rilascio della stessa. All’indomani di questa morte, sono in tanti ad interrogarsi sulla sicurezza di quei luoghi e così mentre l’amministrazione comunale ribadisce che in quel tratto di costa sono presenti diversi cartelli che indicano la balneazione non sicura e una spiaggia non vigilata, i cittadini chiedono maggiori controlli ed anche il divieto di tuffi. Ma è il momento del cordoglio. Il sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri esprime il senso di tristezza profonda che pervade la comunità : “Questa è l’ora del silenzio, del dolore. Esprimo la forte vicinanza alla famiglia che sta vivendo questa tragedia”.