Movida nel centro storico. “I residenti vendono casa”

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Il Dott. Melchiorre ed il Prof. Giangrande durante l'incontro con la stampa
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Oggi la conferenza del comitato presieduto da Giangrande. Melchiorre: “Forzature del Comune sui limiti”. Disagi anche in via Procaccia e alcuni cittadini si rivolgono alla Procura.

Schiamazzi notturni, musica ad alto volume, carenza di parcheggi, giovani in stato di ebbrezza che urinano e vomitano per terra, igiene urbana messa a dura prova dalla presenza dei rifiuti e dal malfunzionamento della rete fognaria, esercenti che conferiscono rifiuti in vetro nel cuore della notte, provocando inevitabili frastuoni. E poi l’assenza di sicurezza, a causa di pedane e tavolini di alcune attività di ristorazione che, come denunciato da alcuni cittadini, nonostante le autorizzazioni, impedirebbero il transito dei mezzi di emergenza. Sono sul piede di guerra i residenti del centro storico e di via Procaccia, che da due anni attendono l’approvazione definitiva del piano di zonizzazione acustica, al fine di conciliare le esigenze commerciali degli esercenti con la vivibilità delle zone in questione. Dopo l’adozione del testo da parte del consiglio comunale, a maggio 2017, la palla non è ancora passata alla Città Metropolitana per l’approvazione definitiva. Il comitato dei residenti del centro storico e di via Procaccia, presieduto dal Prof. Angelo Giangrande, denuncia infatti il blocco dell’iter procedurale, con tanto di osservazioni presentate al Comune e tuttora in attesa di un seguito. Osservazioni inerenti le “forzature” operate sulle norme tecniche d’attuazione del piano adottato, come asserito dal geologo Giovanni Melchiorre a Link24, in quanto l’Ente “ha fissato limiti di decibel ed orari, oltre a deroghe, che annullano di per sé la pianificazione”. “Abbiamo chiesto un parere all’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, ndr.) – spiega Melchiorre -, da cui ci è stato risposto che la fissazione di questi parametri non spetta ai Comuni”, la cui prerogativa sarebbe il solo l’obbligo di attenersi a quanto già stabilito nelle norme regionali e comunitarie.

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Il passeggio serale nel centro storico

Tutti concetti ribaditi nella conferenza stampa indetta questo pomeriggio dal comitato, volta soprattutto a puntare i riflettori sulle problematiche, ormai note da anni, che continuano ad attanagliare la vita di diversi monopolitani, nella speranza che da palazzo di città possano giungere celeri riscontri. Rimarcata poi la mancata convocazione, ad oggi, di un tavolo di confronto con l’amministrazione. Incontro aggiornato dal primo cittadino ai primi di settembre. “Non siamo contro il turismo e siamo lieti che il relativo flusso si sia incrementato – rassicura Giangrande -. Ma questo turismo non è compatibile con il diritto al riposo dei residenti e spetta al Comune il compito di mediare”. Una mediazione che, secondo il presidente, potrebbe concretizzarsi con l’assunzione di altri agenti di polizia locale, mediante l’utilizzo dei proventi della tassa di soggiorno, e con l’incremento dei controlli dei luoghi maggiormente frequentati, estendendoli anche oltre i mesi estivi. “Già tre componenti del comitato hanno venduto le loro case perché non riuscivano più a vivere nel centro storico – conclude Giangrande -. Se le nostre osservazioni non saranno recepite, il piano di zonizzazione sarà soltanto un bluff”.

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Tra i presenti alla conferenza stampa anche il consigliere di opposizione Francesco Tamborrino (Insieme per Monopoli)

Insomma la situazione si è fatta a dir poco insostenibile. Stando ad alcune indiscrezione, infatti, alcuni cittadini avrebbero anche interessato del problema la Procura della Repubblica di Bari.