Mura storiche imbrattate? Scisci e Laneve: “Avvilente assistere a polemiche distruttive”

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Dopo la nota di Manisporche arriva la replica dei consiglieri di Fare Comune. “Dall’opposizione ci piacerebbe aspettarci qualcosa e invece: il nulla”, scrivono.

Spiace leggere il comunicato di Manisporche che parla di “imbrattare” e “coprire” la Muraglia della Porta Vecchia, con ciò che orgogliosamente da 6 anni è diventato un appuntamento culturale fisso e desiderato per la città intera e la città nel mondo: Phest
Quando nel 2016 l’iniziativa ha scelto Monopoli nessuno si aspettava cosa sarebbe esattamente successo, poi i nostri pescatori nella pagina centrale di Repubblica prima, la mostra all’aeroporto di Monaco poi, hanno portato Monopoli, con il suo Festival della Fotografia in giro per il mondo intero. Con orgoglio la nostra Amministrazione ha supportato lo splendido lavoro del bravissimo fotografo Giovanni Troilo Direttore Artistico del Festival e storico amico della città e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo e continuerà a farlo perché importantissime giornate di dialogo e formazione, racconti per immagini e bellezza, continuino ad attraversare la nostra splendida città e farla vivere di emozione.
E’ avvilente dover assistere a polemiche distruttive sull’utilizzo della Mura cinquecentesche, che in maniera conforme alle indicazioni della Soprintendenza, nuovamente si prestano a raccontare il mondo tra cielo e mare, con una mostra gratuita e all’aperto, fruibile dalla passeggiata e dall’acqua, come un invito antico, rassicurante, sulla scia del faro. La Porta Antica della città ancora una volta si apre a visitatori, cittadini e chiunque, vorrà farsi accompagnare in un percorso che fino all’1 novembre, gratuitamente, vedrà dispiegarsi la mostra ricchissima di autori e scatti.
Salutiamo l’opposizione con l’invito a visitare la mostra che la Muraglia ospita con grande orgoglio. Una opposizione da cui ci piacerebbe aspettarci qualcosa e invece: il nulla.
HUMANAE
Humanæ è un progetto fotografico in corso dell’artista Angélica Dass, una riflessione insolitamente diretta sul colore della pelle, che tenta di documentare i veri colori che contraddistinguono l’Umanità piuttosto che le false etichette “bianco”, “rosso”, “nero” e “giallo” associate alle diverse razze. Si tratta di un progetto “in progress” che ha lo scopo di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità e, dunque, la sua specificità. Lo sfondo di ogni ritratto corrisponde alla tonalità di colore pari a un campione di 11 x 11 pixel prelevato dal naso del soggetto raffigurato e abbinato alla palette industriale della marca Pantone®️, che nella sua neutralità mette in discussione le contraddizioni e gli stereotipi legati alla tematica della razza.
I Consiglieri di Fare Comune Alessandro Scisci e Vincenzo Laneve

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