Neuropsichiatria infantile a Monopoli, Amati: “Due anni di parole”, Lacatena: “Questione che mi sta a cuore”

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In mattinata una nota di Amati: ” È giunto il momento di occuparcene noi”, poi Lacatena: “Ho ricevuto rassicurazioni: pronto il progetto definitivo”. 

In mattinata una nota del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, nel pomeriggio un comunicato del consigliere regionale di “Con” Stefano Lacatena. Argomento, lo stesso. Il centro di neuropsichiatria infantile, di cui a Monopoli si parla da 2 anni, ma che ancora non vede la luce.

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Un momento della presentazione del centro a luglio 2020 Ph. di archivio

“Dopo due anni di parole è giunto il momento di occuparcene noi -scrive Amati su Facebook- L’ottima idea di un centro di neuropsichiatria infantile a Monopoli, presentata a più riprese a partire dal 28 luglio 2020, ad oggi rimane soltanto un’idea. Nulla di fatto: non risulta realizzata una progettazione complessiva né un’individuazione di risorse disponibili nell’ambito della programmazione finanziaria. Ho convocato in audizione per lunedì prossimo l’Assessore alla Salute e il DG della Asl di Bari, così da comprendere quali siano gli impedimenti oggettivi che si frappongono alla realizzazione rapida dell’iniziativa, attesa da centinaia di bimbi malati e rispettive famiglie”.

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Lacatena invece, dopo aver incontrato oggi il Dg generale della Asl Antonio Sanguedolce, per fare il punto sullo stato di realizzazione della “Casa dei bambini e dei ragazzi”, dichiara: “Ho ricevuto rassicurazioni dal direttore: è pronto il progetto definitivo e si attende solo quello relativo agli impianti. Una volta predisposto anche quest’ultimo, sarà possibile redigere la scheda di finanziamento per accedere ai fondi Fesr. È una questione che mi sta particolarmente a cuore: il centro di Neuropsichiatria infantile può rappresentare un esempio, un fiore all’occhiello per l’assistenza di tutto il territorio. Sarà un riferimento per i bambini e per i ragazzi che necessitano di cure e assistenza sanitaria, ma anche un luogo di inclusione sociale in un ambiente familiare ed educativo. Tutto sta procedendo regolarmente e continuerò ad occuparmene fino a quando la struttura non sarà pienamente operativa”.