Nichi Vendola a Monopoli, le sue poesie in “Patrie”. Èd è subito “nostalgia di futuro”

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“Ospitare Vendola e il suo libro per noi significa iniziare a restituire ai giovani semi della grande esperienza vissuta durante i suoi due governi, in cui ci siamo sentiti partecipi e protagonisti di un rinascimento politico sociale e culturale”, scrive Maria Angela Mastronardi.

Presentare “Patrie”, il libro di Nichi Vendola per le edizioni il Saggiatore, è un’esperienza che va ben oltre la somma dei suoi ingredienti.
vendola1Il Saint Patrick Park, messo a disposizione da don Giorgio Pugliese, una sera senza vento di luna piena, tanti amici, tarallucci e vino offerti da Teresa Menga di Piazza del sole, il banchetto di libri di Mariella Fusillo di Minopolis sono stati la cornice del primo degli “Incontri terra terra”, una piccola rassegna di eventi, pensati da un gruppo di amici con l’intento di riportare i linguaggi aulici della cultura nell’alveo dei beni comuni, da curare e tutelare per essere messi a disposizione di tutti.
vendola 3Le 82 poesie che compongono Patrie sono il riflesso delle battaglie politiche e civili condotte da Vendola negli ultimi 40 anni. Il bravo Michele Ciavarella ha dato voce ad alcune di esse, e Nichi ha assolto il compito di raccontare e, là dove ha ritenuto, di raccontarsi.
Con “L’innocenza” dedicata a Benedetto Petrone, Vendola ci ha condotti a Bari durante gli anni di piombo. Con “Il Corpo di Carlo” siamo a Genova tra i manifestanti del G8. Poi “Acciaio”, il destino di Taranto e la complessità di una transizione ecologica che metta insieme il bisogno di lavoro, la sopravvivenza degli ecosistemi e la tutela della salute.
La generatività, la fede, la guerra ci raccontano un Vendola più intimo, accorto a fissare i momenti familiari con parole calde e di cuore. Chiudiamo con “Patrie”, che dà il titolo al libro. Quelle di Nichi sono quei territori, anche dell’animo umano, che non hanno nazioni né frontiere e che ci fanno sentire tutti figli della stessa umanità.
Ospitare Vendola e il suo libro per noi significa iniziare a restituire ai giovani semi della grande esperienza vissuta durante i suoi due governi, in cui ci siamo sentiti partecipi e protagonisti di un rinascimento politico sociale e culturale.
E, per rispondere alla nostra nostalgia di futuro, Vendola ci ha rivolto un invito a ricostruire un vocabolario ricco, capace di nominare la realtà, di descriverla e di trovare quel principio di speranza su cui convogliare l’impegno delle giovani generazioni.
Maria Angela Mastronardi

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