Nomine al tribunale di Lecce, 9 indagati. La bufera tocca anche Monopoli

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Tra gli indagati il giudice Pietro Errede e l’avvocatessa Rosanna Perricci. Carbonara, l’avvocato della Perricci: ” I fatti su cui vi è indagine non attengono all’attività e al ruolo politico della mia assistita”. 

La bufera sulla giustizia salentina tocca anche Monopoli. Ieri mattina sono state eseguite perquisizioni su mandato della Procura di Potenza a carico di un giudice, 4 avvocati, amministratori e commercialisti. Perquisizioni al termine delle quali sono stati ritirati  dispositivi informatici e documentazione cartacea.

L’inchiesta riguarderebbe la nomina di avvocati nell’ambito di procedure di controllo giudiziario di alcune aziende, così come ipotizzano i militari della Guardia di Finanza.

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Risultano indagati il magistrato Pietro Errede, giudice della sezione commerciale del Tribunale civile di Lecce; la sua cancelliera Graziella De Masi; gli avvocati Alberto Russi, Antonio Casilli e Giuseppe Positano, quest’ultimo professore di diritto commerciale all’Universita del Salento; i commercialisti Giuseppe Evangelista, di Lecce, Emanuele Liaci, di Gallipoli, e Marcello Paglialunga, di Nardó. Indagata anche l’assessora alla cultura del comune di Monopoli, l’avvocatessa Rossana Perricci. 

Le accuse, a vario titolo, sono quelle di corruzione, turbativa d’asta e tentata concussione.

avvocato carbonara
L’avvocato Carbonara

Per quanto riguarda la Perricci, risponde del solo reato di corruzione. Lo puntualizza il suo avvocato Giuseppe Carbonara che a Link dichiara: “È bene precisare che i fatti su cui vi è indagine non attengono all’attività e al ruolo politico della mia assistita.
La Procura di Potenza, competente per territorio in quanto tra gli indagati è inserito un Magistrato in servizio presso il Tribunale di Lecce, sta indagando, ormai da più di un anno, su circostanze relative all’attività professionale dell’avv. Perricci, presunte e ancora tutte da dimostrare.

La perquisizione effettuata ieri non è altro che un’attività istruttoria necessaria nella fase delle indagini preliminari, che sicuramente non ha portato nessun elemento nuovo a supporto dell’accusa, ma oserei dire che probabilmente ha acclarato definitivamente la totale estraneità ai fatti della mia assistita, la quale resta fiduciosa nel lavoro degli inquirenti ed è certa che nell’arco di breve tempo verrà chiarita la sua posizione
processuale”.