Oleodotto, nuova osservazione del Pd. “Una grande intuizione dal regolamento comunale, ma dall’amministrazione immobilità”

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Le concessioni, stando all’articolo 28 del regolamento comunale, possono durare al massimo per 9 anni e questo contrasterebbe con la durata di 50anni dell’impianto dell’oleodotto che il gruppo vorrrebbe realizzare. “Avrebbe dunque un carattere permanente e non una natura temporanea”, si è sottolineato oggi in conferenza stampa. 

“Un grande vuoto, un grande silenzio, una curiosa immobilità, dal momento che quella delibera non è stata inoltrata a nessuno”. Ad esordire con queste parole nella conferenza stampa convocata per questo pomeriggio dal Pd è il segretario Michele Suma. Il riferimento è al documento venuto fuori dal Consiglio Comunale di fine settembre per dire no all’oleodotto. Un documento che – a quanto pare – neppure è stato preso in considerazione da Magazzini Generali del Gruppo Marseglia dal momento che nelle controdeduzioni presentate dal Gruppo industriale non se ne fa affatto menzione, come sottolineato da Suma.

“FAVOR PARTECIPATIONIS” – Il Pd invece a questo immobilismo e a quelle che forse erano “false rassicurazioni alla città” preferisce l’azione. Così, dopo aver presentato già due osservazioni al progetto, di cui la prima nel 2025, oggi è pronto a presentarne un’altra. E poco importa che i termini ufficiali siano scaduti dal momento che c’è una ulteriore finestra nella quale si possono allegare.
Si chiama “favor partecipationis”. Ed è un principio giuridico utilizzato nel diritto amministrativo, secondo cui le regole di una procedura devono essere interpretate in modo da favorire la partecipazione degli interessati. In pratica, in assenza di un decreto finale, ci sono ancora margini per presentare altre osservazioni. E così il Pd ha agito, come una sorta di “Pronto Soccorso nei confronti del vuoto” che accompagna questa amministrazione.

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DALL’ AMMINISTRAZIONE UN ATTO DI INDIRIZZO, NON UNA OSSERVAZIONE – A ribadire che chi è al governo di questa città sulla questione oleodotto sia arrivato tardi è stata la consigliera del Pd Silvia Contento. La maggioranza, spiazzata dalla mobilitazione della città sull’argomento, se ne è uscita con un “No” che è un atto di indirizzo e che non ha di certo il peso di una osservazione. Il Pd tra l’altro sull’argomento – ha sottolineato la consigliera – ha alzato l’asticella, chiedendo il supporto del parlamentare Marco Lacarra e coinvolgendo i sindaci dei comuni vicini. “Ci saremmo aspettati – ha aggiunto- un atto formale dopo il no in consiglio comunale, non sappiamo se il Ministero è a conoscenza dell’atto di indirizzo, nè sappiamo se il sindaco si sta muovendo per la conferenza di servizi”.

LA GRANDE INTUIZIONE – Eppure. Eppure, nell’atto approvato c’è quella che per il Pd era una “grande intuizione”. Quella che sarebbe poi servita per la formulazione di una osservazione ad hoc. Il rischio però è che Monopoli, dopo essersi infiammata sulla questione oleodotto, adesso con altre questioni da fronteggiare come ospedale o alluvione, possa far passare l’argomento in secondo piano.
E’ la preoccupazione di Giampiero Risimini che ha posto l’accento su un aspetto finora non sottolineato. Si è parlato finora di 2 pareri favorevoli, ma il parere favorevole è quello dell’architetto Donato Lamacchia, dirigente area organizzativa IV Ambiente del Comune di Monopoli. Quella di Amedeo D’Onghia, dirigente Urbanistica, presentata il 13 agosto, è invece una osservazione al progetto del Gruppo Marseglia. E mentre il primo è un parere autonomo, il secondo – a detta di Risimini – “non è un atto promosso in maniera autonoma dall’ufficio tecnico”, perchè imputabile politicamente all’amministrazione comunale. “Ad oggi l’unica osservazione è quella del 13 agosto che è una certificazione di compatibilità, un nulla osta al progetto”. Solo dopo è arrivata la contrarietà espressa dal consiglio comunale, ma qui ha aggiunto Risimini “siamo nel campo della filosofia e del romanticismo”.

L’ARTICOLO 28 DEL REGOLAMENTO COMUNALE – Nell’atto però si fa riferimento all‘articolo 28 del regolamento comunale relativo all’occupazione di suolo pubblico e concessioni. In pratica le concessioni possono durare al massimo per 9 anni e questo contrasterebbe con la durata di 50anni dell’impianto dell’oleodotto che il gruppo vorrrebbe realizzare. “Avrebbe dunque un carattere permanente e non una natura temporanea” – ha sottolineato Risimini. La realizzazione dell’impianto nel sottosuolo sarebbe in contrasto con il regolamento, rappresenterebbe una variante, sarebbe pure in contrasto con la destinazione dell’area e pertanto per procedere servirebbe un titolo edilizio.

“Alla delibera di indirizzo del consiglio comunale – ha concluso Risimini- dovrebbe seguire un provvedimento di carattere amministrativo”. Dovrebbe essere sempre il dirigente D’Onghia a promuoverlo, si è detto in conferenza stampa, con il Pd che pure, a margine dell’incontro, ha preannunciato il coinvolgimento dell’Arpa per chiedere un monitoraggio dell’aria nella zona nord della città.