In ospedale con super green pass? Sansonetti smorza la polemica: “Mai negato l’accesso a nessuno”

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Sansonetti
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“Abbiamo però anche l’obbligo di tutelare i pazienti fragili che pure sono ricoverati in ospedale, per questo adottiamo questi accorgimenti”, spiega il direttore sanitario dell’ospedale di Monopoli.

I cartelli in ospedale nei quali si chiede ai pazienti di esibire il green pass ci sono e dopo la pubblicazione di questi sui social da parte di Pietro Brescia, presidente dell’associazione Quadrosfera e dopo anche la lettera segnalazione dell’avvocato Giuseppe Angiuli è montata la polemica.

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Il documento

Siamo venuti però in possesso di un documento contenente le disposizioni regionali in materia, nel quale si legge nero su bianco la modalità organizzativa per gestire l’accesso nelle strutture sanitarie pugliesi. Per quanto riguarda l’ingresso dei pazienti alla specialista ambulatoriale è scritto: “L’accesso presso la struttura è consentito- previa esibizione- agli utenti in possesso della certificazione verde covid (Green Pass rinforzato)”. Che poi è quanto riportato nel documento affisso in ospedale. Ma è anche scritto subito dopo: “Gli utenti che non sono in possesso di certificazione verde covid-19 (Green pass rafforzato) dovranno compilare una scheda di screening per avere informazioni sui 14 giorni precedenti l’appuntamento, unitamente all’esito negativo di tampone anche antigenico rapido”. Cosa questa che manca sui cartelli in questione anche se, assicura il direttore sanitario del S. Giacomo Alessandro Sansonetti, queste informazioni più dettagliate sono sempre state fornite dal personale che sta all’ingresso per controllo accessi e informazioni.

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ospedale green passIl messaggio – dice- è stato impostato in quella maniera per fornire una lettura rapida, rivolta anche agli addetti deputati ai controlli che, spiega, non hanno mai negato l’accesso a nessuno in ospedale e se qualcuno sprovvisto di green pass non aveva neanche il tampone, per andare incontro a queste persone, il tampone è stato eseguito in ospedale”.

Il direttore smorza dunque la polemica e aggiunge al contempo: “Abbiamo l’obbligo di tutelare i pazienti fragili che pure sono ricoverati in ospedale, per questo adottiamo questi accorgimenti. Il S. Giacomo non è un Covid hospital e noi non abbiamo interrotto nessuna attività”.