Papio: “Immagino una città diversa da quella di oggi, in cui siamo iperaccoglienti per chi viene e va e molto meno per chi resta”

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Papio
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“Amo questa città e vorrei guidarla al cambiamento donando ai cittadini lo scettro della politica”, ha dichiarato il candidato sindaco del centrosinistra Angelo Papio.

Intervista al candidato sindaco del centrosinistra Angelo Papio che, rispondendo alle nostre domande, uguali per tutti i candidati, parla di Monopoli oggi e della città che vorrebbe se diventasse sindaco.

Monopoli oggi e Monopoli tra 5 anni, come la immagina se dovesse essere eletto lei sindaco?
La immagino una città economicamente forte, che possa essere modello per il resto della Puglia. Ma la immagino anche una città più verde, meno inquinata e più pulita, alla portata di tutti, solidale, senza barriere architettoniche, più agibile e soprattutto più vivibile. La immagino meta di un turismo di qualità, inclusiva e accogliente. Insomma, una città totalmente differente da quella di oggi, in cui spesso siamo iperaccoglienti per chi viene e va e molto meno per chi resta.

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Dopo lo stop della Regione al progetto in area Cementeria, che futuro si prospetta per quell’area?
Guardi intanto vorrei dire che c’è stato un caparbio atteggiamento degli uomini del fare di questa amminstrazione che si sono ostinati a perseguire progetti che erano chiaramente incompatibili con il concetto di “preminente interesse pubblico” necessario per l’accordo di programma che deroga allo strumento urbanistico. Aver promesso (e scommesso su) cose che non si potevano realizzare ha creato il blocco di un’area strategica per la città, oltre che un danno economico alle imprese che avevano già investito risorse su quell’area. In ogni riunione, in ogni conferenza di servizi ed in ogni altro contesto utile abbiamo sottoposto le nostre proposte in ordine al dover ragionare di quell’area connettendola con il sistema viario della città, al dover rivedere cubature e “concessioni” del privato alla città. Se cadessero finalmente gli steccati e si cominciasse a ragionare sulle tante proposte che abbiamo fatto, si potrebbe ragionare davvero del ruolo strategico della P1 per il rilancio di tutta la città, oltre che per i legittimi affari del privato.

papio 00Monopoli è cresciuta dal punto di vista turistico, ma è emerso come questo non sempre si sposi con le esigenze dei cittadini. Come conciliare i due aspetti?
In primo luogo, adottando gli strumenti che possono costituire una base condivisa per regolamentare le attività e costruire una prospettiva diversa di gestione del turismo sul territorio: strumenti come il piano delle Coste, il piano del Commercio, il piano di Zonizzazione Acustica. Si tratta di condividere, costruire e rendere operativo un quadro di riferimento entro cui muoversi per armonizzare i flussi turistici con le necessità dei cittadini residenti. Fino ad oggi sono mancati la volontà e il coraggio di compiere questi passi. Ora non si può più attendere.

Problema casa a Monopoli. Case in affitto non se ne trovano e acquistare è diventato difficile per molti cittadini, costretti per questo a spostarsi in altre città. Come il Comune può agire sulle politiche abitative?
In questi anni abbiamo assistito a un processo di edificazione massiccia di tutte le aree a servizio previste nel piano urbanistico che, grazie all’elargizione di premialità edificatorie divenuta automatica per volontà politica, hanno prodotto volumetrie paragonabili alle aree residenziali. Fino ad oggi i suoli di cessione del privato e gli oneri di urbanizzazione sono stati scontati con la realizzazione di opere discutibili (come nel caso della Pineta di via Grandi) se non totalmente inutili. Per non parlare della pessima consuetudine, anche questa tutta politica, di far realizzare tali opere pubbliche in aree di cessione diverse da quelle originali. L’utilizzo delle risorse per gli oneri e dei suoli di cessione per incentivare formule di edilizia a prezzi calmierati, sarebbe un primo passo. In quanto alle locazioni strumenti di defiscalizzazione e incentivazione di affitti a lungo termine, con sistemi di garanzia sulle morosità incolpevoli, potrebbero essere altri strumenti a tutela delle parti in causa.

papio pilagatti laguardia cazzorla contentoQuestione ambientale ed emissioni in atmosfera: qual è la situazione oggi a Monopoli?
Abbiamo dovuto puntare i piedi perché, dopo tanti tentativi di monitoraggio di discutibile efficacia, alla fine si arrivasse a monitorare le falde a ridosso e a valle della nostra zona industriale. Alla fine di questo processo avremo dei dati più precisi sullo stato di salute delle matrici ambientali del nostro territorio e finalmente potremo dare risposte più precise alle preoccupazioni dei nostri concittadini oltre che, eventualmente, intervenire su fonti inquinanti o di contaminazione. Il dato politico è che a quasi sei anni dalla delibera di consiglio comunale, approvata all’unanimità il 23 maggio del 2017, con cui si invitava il Sindaco e la Giunta a provvedimenti urgenti e concludenti, ancora oggi non abbiamo dati certi e non avremmo avuto neppure la calendarizzazione dei monitoraggi di falda senza il lavoro dell’opposizione.

Verde pubblico in città, tasto dolente o no? Come siamo messi?
Dolentissimo, direi. La città ha subito una aggressione violenta a tutti gli spazi, previsti come aree a servizio, che avrebbero potuto costituire zone cuscinetto di verde tra le aree di urbanizzazione. Senza contare che in molti casi il verde esistente, costituito da alberature decennali, è stato brutalmente aggredito per far posto a cemento e asfalto, o ad opere di cui non si sentiva la necessità e per le quali nasceranno problemi di assegnazione e gestione. Essenze arboree ultratrentennali vengono abbattute da strade e piazze, spesso sostituite con siepi e fiori in virtù di non si sa quale visione nella fruizione degli spazi. L’azione di ombreggiatura e di mitigazione delle temperature estive pare non avere alcun valore per chi ci amministra. La visione dei parchi urbani non riesce a staccarsi dall’abuso di cemento. Anche qui andrebbe messo un punto fermo, valutando gli spazi ancora disponibili, dopo la cementificazione selvaggia, e immaginando una loro funzione di compensazione alle volumetrie già realizzate.

In caso di elezione, chi farà parte della sua giunta? Può anticipare qualche nome della squadra che vorrebbe con sé? Sarà frutto del risultato politico o si guarderà anche all’esterno?
Più che i nomi, le posso dire quali sono i criteri che, come coalizione, abbiamo in testa. Puntare sulle competenze e soprattutto immaginare una squadra che non sia fatta da personaggi solitari che gestiscono le deleghe ad uso e consumo di un tornaconto elettorale personale ma in una visione di insieme e di interesse pubblico. Tra le 96 persone che hanno deciso di sostenere la mia candidatura ci sono tante figure valide e, soprattutto, motivate a far bene in questo senso. Abbiamo iniziato questo percorso condividendo dei valori e delle prospettive e sulla base di questo la giunta sarà lo specchio della varietà di storie e di esperienze che hanno alimentato questa coalizione.
Premesso ciò, mi adopererò affinché la composizione della giunta non obbedisca solo a meccaniche quantitative. Dovrà rispondere alle enormi speranze di cambiamento suscitate nei cittadini che avranno riposto in noi la loro fiducia. Una sintesi che spetterà fare a me, con il contributo che le forze politiche coinvolte vorranno dare.

papio comizioAppello al voto: perché scegliere lei?
Perché non ho alcun interesse privato da soddisfare durante i 5 anni di mandato.
Amo questa città e vorrei guidarla al cambiamento donando ai cittadini lo scettro della politica. Ho chiari gli obiettivi strategici e gli strumenti economici e di pianificazione per realizzarli. E’ ora di porre fine a interventi spot sul territorio senza una visione, una sorta di filo rosso che li unisca e li integri alla bellezza naturale dei luoghi.
Abbiamo sperimentato negli ultimi 15 anni la ricetta del centrodestra per questa città. Sotto gli occhi di tutti ci sono le lacune, i problemi, gli errori che sono stati commessi: su troppe scelte si è deciso di derogare alle funzioni di programmazione e gestione per assecondare i flussi turistici senza governarli, mentre su altre decisioni si è scientemente optato per una visione “privatistica” poco compatibile con l’idea di interesse pubblico, che una amministrazione deve perseguire.
Io, noi abbiamo tutt’altra visione: come ho detto in più occasioni abbiamo in mente un modo di amministrare in cui i ruoli sono chiari e distinti, non ci sono aderenze o sovrapposizioni fra ruolo pubblico e privato. Un confronto sano, schietto che permetta alla città di uscire dalla logica degli interessi di pochi per arrivare, finalmente, a una dimensione più ampia in cui gli imprenditori hanno le stesse opportunità e i cittadini i medesimi diritti, che abbiano o no legami personali con chi amministra.