Pass disabili, un lettore: “A Monopoli c’è chi lo usa, ma fa 12 Km di corsa…”

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore di Link dopo la notizia dell’ anziano che utilizzava il pass scaduto della moglie morta. E se il pass non fosse scaduto e la moglie non fosse morta?

Cioè: è sufficiente avere un pass non scaduto e di persona vivente per utilizzarlo? Anni fa la questione emerse -se ricordo bene- a Bari, perché un vigile urbano fermò uno che circolava (quindi anche sostando nei posti riservati!) utilizzando il pass -regolare in tutto- della madre. Secondo il vigile, non essendoci il titolare, il cittadino fermato -che si era giustificato dicendo che stava svolgendo delle commissioni per conto della madre- non poteva e non doveva fruire dei posti riservati, qualunque fosse il motivo dell’utilizzo.

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Foto di archivio

Che cosa prevede al riguardo il “Codice della strada”?
Quello che accade a Monopoli, poi, è risaputo da tanti, anche senza volerlo, ma semplicemente perché “cade sotto gli occhi”: e così capita di vedere chi usa il pass della sorella o della cugina, ma fa 12 km di corsa; quella che gira col pass (del padre?, inoltre defunto?) ed ha il posto riservato (e numerato!) sotto casa, ma quando esce dall’automobile “saltella” con tacchi a spillo da 22 cm; chi impiega tranquillamente il pass intestato alla madre, che comunque non è in grado nemmeno di uscire di casa; e così continuando… E poi, cosa non secondaria, costoro, oltre a fruire indecentemente dei posti riservati, godono beatamente dell’esenzione dal pagamento per i “posti blu”!

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Distinti saluti,
Giuseppe Ciampi