Pastificio Cardone rinnova l’immagine, non la ricetta

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Dietro il nuovo packaging, tre anni di lavoro silenzioso per un pastificio che non ha mai smesso di fare pasta come una volta.

“La pasta come deve essere”: è il nuovo payoff con cui Pastificio Cardone racconta la propria identità rinnovata. Un’espressione che sintetizza la missione di chi, ogni giorno in stabilimento, con le mani in pasta, dà vita a ogni orecchietta. Il payoff nasce da un ricordo prezioso: “per me significa replicare la pasta come la faceva mia nonna: sceglieva il giusto mix delle migliori semole molite nel paese, lavorava l’impasto con lentezza e pazienza, lo lasciava rigorosamente riposare e, infine, lo formava in orecchiette con un suo tipico coltello che custodiva gelosamente”, racconta così Leonardo Semeraro, che insieme alla sorella Arianna guida l’azienda di Fasano.

cardonePer Cardone si apre oggi, formalmente, una fase avviata già tre anni fa in silenzio: nuova immagine, nuovo pack, nuovo linguaggio. Ma dietro ai segnali più evidenti del cambiamento resta ferma una certezza che i due fratelli non sono disposti a negoziare: “che la nostra pasta resti sempre di alta qualità, capace di distinguersi sul mercato per le sue caratteristiche eccellenti”, dice Leonardo. Cambia il pack, dunque, non la pasta che contiene. Per comprendere perché questo passaggio non sia un semplice restyling, occorre risalire a tre anni fa, quando Leonardo e Arianna scelsero di acquisire il pastificio.

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“Crediamo nelle potenzialità della nostra terra, delle persone che la abitano e delle fantastiche risorse che ci dona. È ciò che ci ha spinti ad intraprendere questa nuova avventura, convinti altresì che questi valori antichi — genuinità, autenticità, salubrità — siano oggi quanto mai attuali: è esattamente ciò che il consumatore di oggi cerca”, racconta Leonardo di questo apparente controsenso, che oggi è il cuore del nuovo linguaggio del Pastificio: un’immagine giovane e vivace, a custodia di una pasta dal gusto antico. I primi tre anni non sono stati fatti di comunicati, ma di un lavoro portato avanti lontano dai riflettori. “Abbiamo implementato processi produttivi innovativi, costruito una nuova cultura aziendale, assicurato costanza qualitativa e standard di sicurezza alimentare più rigorosi: requisiti oggi necessari per competere su mercati più ampi. È stato un lungo e complesso processo di cambiamento e crescita di cui vado orgoglioso, perché ha posto le basi per una crescita che non tradisca i concetti di qualità e artigianalità”, dice Leonardo. Oggi si apre la sfida più ambiziosa: far capire al consumatore storico che il rinnovamento non tradisce le caratteristiche di sempre, e portare il nome di Cardone su nuove tavole, in Italia e nel mondo, conquistando nuovo pubblico. Il compito del nuovo pack e della nuova comunicazione è raccontare, in modo semplice e autentico, cosa rende speciale la pasta Cardone: un prodotto buono e sano, ottenuto da grano italiano biologico, frutto di una lavorazione lenta e paziente e di accordi di filiera che garantiscono semole di alto livello qualitativo. Una qualità già apprezzata da realtà come Eataly e Conad, che oggi la propongono ai propri clienti. “Dobbiamo fare in modo che chi non conosce il nostro prodotto possa fidarsi di quello che raccontiamo e possa assaggiare la nostra pasta, una pasta come deve essere: per chi la coltiva, per chi la produce, per chi la sceglie, per chi la porta a tavola”, conclude Leonardo.