Pd, Tony Fanizza: “Abbiamo risollevato la voglia di fare politica, rianimando un partito dato per morto”

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La riflessione di Fanizza all’indomani del congresso del Pd che ha portato all’elezione di Suma. Gli iscritti, per l’entusiasmo che si è creato, sono passati da 65 a quasi 400. 

La parola a Tony Fanizza, candidato alla segreteria del Pd in alternativa a Michele Suma, la cui elezione è stata confermata qualche giorno fa dal partito in una nota.

Fanizza ci tiene a ricostruire quanto accaduto in questi mesi, a partire dalla debacle del Pd alle elezioni amministrative. Una riflessione, amara, era stata fatta all’indomani del risultato – ricorda Fanizza- quando un gruppo di cittadini, con primo firmatario Sergio Lenoci, scrisse una lettera inviata ai media attribuendo il risultato decisamente sotto le aspettative alla classe dirigente locale. Quella, in pratica, era solo la punta dell’iceberg di un sistema che non aveva funzionato. Da qui, la voglia di novità e cambiamento e la nascita di “Partecipazione Diretta”, di cui Fanizza era espressione nella mozione per il rinnovo della segreteria.

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pd monopoliDa affrontare, e superare, quello che era parso l’immobilismo del Pd, rinnovando il volto del partito e coinvolgendo anche chi nel tempo si era allontanato. Risultato? “In pochi mesi- continua Fanizza – si sono avvicinati al Pd oltre 100 persone”. Sono stati organizzati eventi, raccolte firme, insomma il Pd si è fatto vedere e sentire, portando tematiche attuali tra i cittadini. “Ma chi era fautore del risultato elettorale – pensa Fanizza- non ha colto evidentemente l’aspetto propositivo di questa operazione che aveva canalizzato nuove energie”.

Fanizza così, stimolato da un gruppo consistente, accetta di candidarsi alla segreteria del partito. “Con gli altri ci siamo “annusati”, ci siamo piaciuti e alla fine ho accettato di essere il loro rappresentante”.

Questi i fatti da maggio in poi, fino a fine anno. Quando, in vista del congresso del partito, si riteneva che Fanizza fosse il solo candidato alla segreteria. Le idee erano chiare sul da farsi ed anche su chi sarebbero stati i suoi vice: Carlo Maione e Nora Mahmoud.
“Ma a dicembre – continua – abbiamo saputo di Michele Suma, con lui sono arrivati anche nuovi tesserati, alcuni dei quali mai visti prima”. E a quanto pare sono evidentemente sorti anche i primi malumori, emersi anche in fase congressuale.
Ma il partito intanto cresceva.

In pratica il Pd di Monopoli, con le candidature di Fanizza e Suma, in vista del congresso passa da 65 tesserati a quasi 400 in poco tempo, di cui 120 giovani democratici. Non male per un partito quasi raso al suolo dopo le elezioni. “Abbiamo fatto risollevare la voglia di fare politica, rianimato un partito dato per morto: il nostro entusiasmo si è costruito in 6 mesi, il loro in qualche giorno “, spiega il politico. Il suo risultato personale è comunque positivo. Fanizza ritiene come questo sia andato anche oltre le aspettative, del resto lo scarto con Suma è di soli 20 voti. Gli iscritti al partito, di fatto erano 380, e al voto hanno partecipato in 330. Come è andata a finire è noto: 156 voti per Fanizza, 176 per Suma.

Nel direttivo però i rappresentanti della mozione pro Suma e pro Fanizza sono risultati in numero uguale: 7 per l’uno e 7 per l’altro. A dirimere la questione, ci ha pensato il garante Mino Matera che sulla base di un regolamento cui si è ispirato, essendoci in tal senso un vuoto giuridico, ha assegnata la segreteria del partito a Suma, che in sede di assemblea aveva ottenuto quei 20 voti in più. “Si è provato a far rinviare la discussione cercando di favorire un accordo tra le parti ed evitare una spaccatura così netta – continua Fanizza – ma è mancata questa volontà”.

Fanizza, all’indomani del risultato, ha inviato un messaggio nella chat del partito congratulandosi con Suma, che gli ha già manifestato un atteggiamento di apertura, invitandolo a fargli da vice, ma lui non ha accettato, pur rimanendo nel Pd come tesserato.

Nessuna diaspora dunque – assicura Fanizza – per quanto riguarda quella parte del partito che ha sostenuto lui. “Smaltiamo dunque la rabbia e lasciamo che qualsiasi dubbio o incertezza trovi all’interno del partito e delle sue istituzioni la soluzione che merita. Proviamo dunque a renderci credibili, senza però rinunciare ai nostri principi, siamo il partito democratico che dei valori fa la ragione della sua esistenza. Non è facile ma è indispensabile. Nel frattempo raccogliamo le sfide che ci attendono perché come abbiamo detto tutti insieme , la città guarda avanti, la città guarda altrove, non c’è tempo da perdere”, ha concluso Fanizza nel messaggio agli iscritti.